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	<title>exclusive talks Archivi - Exclusive Brands Torino</title>
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		<title>Exclusive Talks con l&#8217;Opificio e Mattioli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[exclusive talks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima puntata siamo nella splendida cornice dell’hotel NH Carlina, con l’ideatrice della Rete&#160;Licia Mattioli, fondatrice e amministratrice delegata di&#160;Mattioli Spa, azienda di gioielleria di alta gamma riconosciuta in tutto il mondo, e quella della Vice Presidente&#160;Paola Bertoldo&#160;de&#160;l’Opificio, simbolo del tessile d’arredamento italiano dal cuore torinese. Parleremo di made in Italy, di cosa significa [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per la prima puntata siamo nella splendida cornice dell’hotel NH Carlina, con l’ideatrice della Rete&nbsp;<strong>Licia Mattioli</strong>, fondatrice e amministratrice delegata di&nbsp;<strong>Mattioli Spa</strong>, azienda di gioielleria di alta gamma riconosciuta in tutto il mondo, e quella della Vice Presidente&nbsp;<strong>Paola Bertoldo&nbsp;</strong>de&nbsp;<strong>l’Opificio</strong>, simbolo del tessile d’arredamento italiano dal cuore torinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parleremo di made in Italy, di cosa significa fare rete e dei valori di queste due grandi imprenditrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guarda la prima intervista di Exclusive Talks!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="wp-block-paragraph">Siamo nel cuore di Torino, una città di eccellenze intellettuale, culturale e industriale.&nbsp;Oggi parleremo di made in Italy e di che cosa significa fare rete con due imprenditrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Inizierei con il chiedere a Paola Bertoldo che senso ha oggi, nel 2020 e in questa situazione mondiale, preferire il made in Italy.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Paola Bertoldo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Scegliere il made in Italy, in questo momento ancor di più, significa scegliere la qualità intesa non soltanto dal punto di vista dal design c- he raggiunge punti di eccellenza in tutti i settori &#8211; ma anche soprattutto di qualità della filiera e quindi avere la certezza di un prodotto di qualità a 360 °. Questo significa rispetto dell&#8217;ambiente, delle persone e quindi si tratta&nbsp;&nbsp;di un prodotto di qualità sotto ogni punto di vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Si parla molto di necessità di una ripresa dell&#8217;economia italiana. Secondo te la chiave è fare sistema? Cosa suggeriresti?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LICIA MATTIOLI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io parto dal presupposto, che non è retorica,&nbsp;&nbsp;“piccolo non è più bello”. L&#8217;Italia ha aziende troppo piccole e l&#8217;unico modo di farle crescere in fretta è metterle a sistema e fare rete. Noi l&#8217;abbiamo pensato quasi 10 anni fa con questa rete del lusso piemontese Exclusive Brands Torino nella quale l&#8217;idea era quella di moltiplicare le risorse delle singole aziende per farle diventare risorse di tutti. L’idea punta sull’internazionalizzazione, cioè usare questa rete per portare le aziende come un grande agglomerato.&nbsp;&nbsp;Quindi sono convinta che la rete sia il futuro per la crescita delle aziende italiane che oggi sono troppo sottodimensionate in un mondo globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Entrambe le vostre aziende sono leader in settori come la gioielleria e i tessuti di arredamento di lusso in cui l&#8217;artigianalità della fattura ha ancora un grande rilievo. Allora volevo chiederti se è facile o difficile trasmettere il gusto del mestiere alle nuove generazioni: come riuscite a fare formazione ai giovani in questi ambiti?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PAOLA BERTOLDO</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">in azienda per noi la formazione è fondamentale e la facciamo in due modi. Da una parte facendo in modo che le persone con maggiore esperienza la tramandino alle nuove generazioni; poi vengono fatti anche corsi avvalendosi di consulenti. Devo dire che è sempre tutto preso con entusiasmo, perché comunque sentendosi parte del gruppo hanno sempre molto piacere di migliorare, crescere, e fare meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LICIA MATTIOLI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche noi abbiamo molta formazione interna, perché abbiamo tantissimi giovani che vengono dopo la scuola orafa. Mancano ovviamente i talenti nei settori specialistici come fare la gioielleria al banco, incassatura e la pulitura. Qui dopo la scuola gli studenti fanno degli stage e vengono poi assunti i migliori, infatti la nostra forza lavoro è molto giovane perché deriva molto da questa formazione sul campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Stiamo attraversando però un periodo molto duro. Voi avete parlato di eccellenza, di formazione, di altissima qualità e allora vi chiedo se in questo momento con l&#8217;emergenza economica e sociale del covid si può ancora mantenere il livello di eccellenza cui entrambe tenete così tanto e quanto è difficile farlo.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PB</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà durante questo periodo abbiamo avuto la fortuna di poter contare sul fatto che tutte le nostre lavorazioni sono interne in quanto non facciamo parte di un distretto tessile. Di conseguenza da sempre abbiamo centrato internamente tutte le fasi della lavorazione quindi siamo riusciti a portare avanti nei limiti del possibile l&#8217;attività anche durante quel periodo e anche avvalendoci dello smart working per tutta una parte delle attività precedentemente organizzata. Abbiamo portato avanti il lavoro che c&#8217;era e anche sul futuro per la ripartenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LM</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da noi la situazione è più complicata perché abbiamo la produzione, quindi quando uno parla di smart working voglio vedere produrre gioielli a casa. Come si può fare? Quindi devo dire che quando sento parlare di smart working sono molto felice perché è un lavoro&nbsp;del futuro, però ci sono dei lavori che non si prestano e il manifatturiero italiano, che è il nostro cuore pulsante, non può essere convertito in smart working. Questa è una cosa di cui si deve tenere presente a livello di gestione del paese e di gestione del lockdown e di tutte quelle cose che stiamo sentendo in questo periodo che certo non agevolano chi ha delle aziende in Italia. Così come la gestione di questa pandemia non è una gestione che aiuta l&#8217;impresa perché l&#8217;impresa è sola qualsiasi cosa succeda. Nelle aziende in questo momento si affronta il problema senza nessun tipo di supporto esterno. Noi per esempio abbiamo dovuto anticipare non solo la Cassazione ai nostri operai ma anche il pagamento ai nostri fornitori perché sennò non sopravvivono e questo non è da paese non del terzo mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ecco sono qua con due donne imprenditrici e protagoniste di settori dell&#8217; imprenditoria italiana. Nel mondo però sappiamo che la situazione della donna e della donna madre nel mondo del lavoro è ancora problematica o per lo meno c&#8217;è ancora una penalizzazione forte in moltissimi ambiti. Quindi mi chiedo quale consiglio poter dare a una giovane imprenditrice che inizia oggi la sua carriera.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LM</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto di non mollare mai, perché le difficoltà sono tante e secondo me bisogna essere veramente resilienti e resistere alle botte che si prendono esattamente come un imprenditore uomo ma a maggior ragione una donna che ha difficoltà ulteriore rispetto a quella di un uomo. In secondo luogo di scegliere il compagno giusto perché è fondamentale avere un marito che ti supporta e ti aiuta nei momenti difficili. Io quello che ho fatto l&#8217;ho potuto fare per un marito che c&#8217;è sempre stato ed è stato sempre una spalla e non uno che contrastava le mie scelte diverse tra famiglia e&nbsp;&nbsp;lavoro e questo è fondamentale. Se non hai quello non ce la puoi fare…</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Fare rete dal privato…</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LM</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In rete anche in famiglia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PB</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Condivido pienamente. Potrei aggiungere che il tessile è sempre stato un settore a forte presenza femminile e noi assolutamente rispettiamo questi canoni. In più ci aggiungerei che tutta la squadra di lavoro è tutta femminile: è bello riuscire a far squadra in un gruppo di donne che si sentono ancora più motivate a lavorare e a portare avanti il progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Un’ ultima domanda a Paola. Exclusive Brands Torino si propone di fare condivisione e promozione della territorialità internazionale e allora chiedo quanto è importante fare rete con altre aziende dello stesso territorio.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PB</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come dicevamo prima fare sistema è fondamentale e ancora di più con le aziende del proprio territorio, soprattutto in Piemonte caratterizzato da una discrezione e riservatezza proprio intima.&nbsp;&nbsp;I piemontesi fanno delle cose meravigliose, dei prodotti fantastici ma non sono capaci di venderli e quindi diventa importante mettersi insieme per promuovere i prodotti di tutti quanti e Exclusive Brands Torino fa esattamente questo: è una rete di comunicazione che vuole supportare tutte le 19 aziende a promuovere, presentare e portare all&#8217;estero i loro prodotti, le loro capacità, la loro professionalità, qualità e maestria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Quindi abbiamo parlato di qualità, di maestria e secondo te questa è la chiave per fare imprenditoria di successo. Se dovessi trovarne altre quali sono?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LM</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me le chiavi di successo per le aziende italiane partono dalla qualità e dalla capacità di fare quello che io definisco “artigianato industriale” che è un insieme di capacità artigianali. Noi nel DNA da sempre siamo rimasti uno dei pochissimi paesi al mondo ancora capace di fare artigianato vero e di qualità e dall&#8217;altra parte di industrializzarlo. Questo ci ha permesso di sopravvivere in un mondo in cui il costo del lavoro era talmente basso che l&#8217;Italia non poteva permettersi di competere. Quindi in realtà questa capacità di industrializzarci è stata fondamentale per poter bypassare il problema del costo del lavoro e questo era molto importante. Poi non si deve mai sottovalutare la capacità di risolvere problemi. Dal punto di vista manifatturiero industriale l&#8217;Italia ha portato delle competenze e delle soluzioni dove “in Svizzera non si può fare” o in Germania si dice “non credo che si possa fare”, in Italia “dateci due giorni che lo risolviamo”. E’ vero sono storie vere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>è molto interessante… il bello dell&#8217;essere italiani insomma.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>LM</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste il&nbsp;&nbsp;“non si può fare” perché siamo abituati fin da piccoli a combattere contro tutto quello che non funziona e che ci crea delle problematiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>grazie</strong></em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Costadoro e Oscalito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per definizione ‘eccellente’ è ciò che supera tutto il resto per merito, per qualità. È qualcosa di&#160;pregiato, di grande valore. E quando si può assaggiare, è squisito. Oggi&#160;ne parliamo con due imprenditori che hanno&#160;fatto della qualità ad ogni costo la chiave del loro&#160;successo dell’eccellenza. Sono&#160;Giulio Trombetta&#160;e&#160;Dario Casalini. Giulio Trombetta 55 anni, è Presidente e amministratore [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per definizione ‘<strong>eccellente</strong>’ è c<strong>iò che supera tutto il resto per merito, per qualità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È qualcosa di&nbsp;pregiato, di grande valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando si può assaggiare, è squisito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi&nbsp;ne parliamo con due imprenditori che hanno&nbsp;fatto della qualità ad ogni costo la chiave del loro&nbsp;successo dell’eccellenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono&nbsp;<strong>Giulio Trombetta</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Dario Casalini.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Giulio Trombetta 55 anni, è Presidente e amministratore delegato di&nbsp;<strong>Costadoro</strong>–la cui storia inizia nel 1890 a Torino –una delle principali realtà industriali italiane che esporta in oltre 30 paesi con un unico grande obiettivo: diffondere la cultura del caffè nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1936 nasce il marchio <strong>Oscalito</strong> che, lavorando solo fibre naturali di alta qualità, sviluppa linee di intimo e moda maglia per uomo, donna e bambino. Nel 2014 entra in azienda la terza generazione e Dario Casalini, ex professore di diritto, gradualmente prende le redini della società, portando il brand a rinnovarsi e a crescere su scala internazionale, ma sempre nel segno della continuità.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Che cosa significa per te essere un&#8217;azienda eccellente?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>GIULIO TROMBETTA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi per potersi definire azienda&nbsp;<strong>eccellente</strong>, a mio avviso, bisogna&nbsp;<strong>essere socialmente utili.</strong>&nbsp;Essere socialmente utili vuol dire avere rispetto del prodotto, rispetto dell&#8217;ambiente,&nbsp;rispetto delle persone. Io parlo di&nbsp;<strong>caffè</strong>&nbsp;e sicuramente bisogna partire da una&nbsp;<strong>materia prima eccellente.</strong>&nbsp;Già avere rispetto dell&#8217;ambiente &#8211; perché in tutto il processo produttivo bisogna avere un occhio di riguardo per quello che l&#8217;ambiente- può dunque cercare di favorire il riuso, cercare nell’ ambito del proprio ciclo produttivo di adoperare degli elementi che non vadano a impattare in maniera drammatica sull&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi credo saremo&nbsp;<strong>la prima azienda in Italia a produrre tutta la propria produzione con imballi compostabili</strong>&nbsp;che sono assimilabili ai rifiuti organici. Un grosso passo avanti, se vogliamo anche economico perché un imballo compostabile oggi costa circa tre volte tanto un imballo normale. Da ultimo ma non meno importante, il rispetto verso le persone. Quando parlo di persone parlo dei dipendenti parlo dei fornitori parlo dei clienti, dunque cercare di avere un approccio assolutamente onesto e trasparente nei confronti di tutti gli stakeholder che intervengono nell’ambito del proprio processo produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora eccellenza abbiamo detto va sempre abbinata a tradizione e innovazione, e allora qua in questa teca abbiamo riunito tutto un processo che va dal rispetto di tradizioni di materiali molto antiche fino alla ricerca più moderna. Chiederei a Dario di illustrarci che cosa c&#8217;è in questa scatola e che cosa rappresenta per lui la tradizione e l&#8217;innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>DARIO CASALINI</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo abbiamo un sistema di mercato in cui e l&#8217;innovazione è percepita come novità quindi purché sia nuovo e questo ha creato un mercato quasi usa e getta. Per&nbsp;<strong>l&#8217;innovazione</strong>, come dice bene Giulio, è una cosa diversa cioè vuol dire&nbsp;<strong>migliorarsi sul prodotto e sul processo ma nel rispetto di alcuni valori fondamentali.</strong>&nbsp;Noi usiamo solo&nbsp;<strong>fibre naturali</strong>&nbsp;con filiera molto corta quindi tutti i fornitori sono italiani o europei e produciamo capi che rispettano l&#8217;ambiente sotto il profilo del processo produttivo e della fine-vita. Sono capi riciclabili perché sono naturali e rispettano la persona, sia chi ci lavora sia chi deve indossare quei capi perché ovviamente indossare un capo di fibra naturale ha un aspetto di salubrità e di tutela della salute che va un po&#8217; oltre quella che è l&#8217;immagine che noi siamo abituati associare la moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo me l&#8217;innovazione non stride con l&#8217;artigianalità, anzi l&#8217;artigianalità per noi è un valore che è una contrapposizione alla standardizzazione di prodotto e anche di rete commerciale che stiamo vivendo. Noi purtroppo passiamo in un centro cittadino ed è tutto uguale, noi non sappiamo più se siamo a Parigi a Londra a Torino o a Milano. I prodotti sono uguali e quindi il fatto di avere come valore fondamentale la promozione del “saper fare locale” significa anche differenziarsi, vuol dire fare cultura e vuol dire che per noi la differenziazione crea ricchezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre un po’ contrapporsi alla voglia di omogenizzazione che c&#8217;è a livello globale e andare invece a riscoprire che le differenze culturali traslate nel settore della moda crea deflazione che va acquisita, condivisa e rispettata</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>E quanto è bello quando si riesce ad abbinare la cultura all&#8217; imprenditorialità e la cultura va in direzione del futuro con la ricerca, l&#8217;innovazione e va anche in direzione del passato, soprattutto quando c&#8217;è una grande tradizione alle spalle. Questo bizzarro oggetto che adesso ci illustrerai è proprio un testimone della vostra storia antica. E’ una sonda, dico bene?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>GIULIO TROMBETTA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esatto, un campionatore, una sonda per poter effettuare dei prelievi di caffè. Abbiamo detto prima che un&#8217;azienda eccellente parte da un prodotto eccellente, dunque tutte le partite di caffè crudo che rientrano all&#8217;interno dello stabilimento devono essere sondate per vedere se c&#8217;è corrispondenza rispetto a quello che è stato realmente acquistato. Siccome il ritardo temporale dall&#8217; acquisto al ricevimento della merce può essere anche di due, di tre, di quattro mesi noi dobbiamo essere ultra sicuri che quello che abbiamo acquistato sia effettivamente quello che poi arriva in stabilimento. Questo oggetto che tra è uno dei pochissimi oggetti nell&#8217;ambito dell&#8217;azienda che non è mai cambiato &#8211; credo che abbia più di 100 anni &#8211; serve per fare una specie di carotaggio nel sacco nella tela senza rompere il sacco e poter prelevare un campione di caffè crudo, poterlo testare, poter vedere se a livello organolettico corrisponde a quelle che sono le peculiarità del prodotto che abbiamo comprato. Quindi in un&#8217;azienda avere una storia alle spalle è una ricchezza anche se il rischio dell’ azienda storica &#8211; come nel nostro caso che ha più di 130 anni- il rischio è quello di passare per un&#8217;azienda obsoleta, dunque bisogna sempre coniugare la storia, la tradizione con l&#8217;innovazione, la tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A mio avviso il segreto è quello di affidarsi ai giovani che sono una risorsa all&#8217;interno delle aziende come le nostre, che sono aziende familiari ma non tanto nel fatto di tramandare delle conoscenze ma nel fatto di tramandare dei valori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io dico sempre che nell’ avvicendamento generazionale tra una generazione e l&#8217;altra l&#8217;importante non è il trasferimento delle quote azionarie ma il trasferimento dei valori che devono essere veramente ben percepiti dai giovani perché poi devono essere replicati per poter avere una coerenza e una continuità come quelle dei vecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando di continuità, farei una domanda sull’attualità, nel senso che è innegabile che questo è un periodo piuttosto buio a causa della pandemia e di tutte le ripercussioni anche economiche che sta avendo in Italia e nel mondo. In questo caso, mantenere una continuità nella produzione e nella qualità, appunto nell’eccellenza della produzione, è possibile?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>DC</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda noi ovviamente è difficile per un&#8217;azienda che produce dal filato al capo finito, quindi tesse taglia e cuce fare smart working, quindi lo smart working è stato limitato a pochissime figure all&#8217;interno del settore impiegatizio ma poi sia le maestranze che gli operai, quelli che davvero sono la linfa dell’azienda, devo dire che sono stati eccezionali e saremo grati per molto tempo al loro senso di responsabilità e di abnegazione per cui non abbiamo mai smesso. Abbiamo inventato anche una mascherina molto particolare che ad oggi è ancora l&#8217;unica maschera in cotone certificato come dispositivo medico CE con un filtro estraibile e intercambiabile. Però hanno consentito di proseguire l&#8217;attività e di consegnare tutto in perfetto timing e questo grazie a una filiera molto corta. E’ un’integrazione verticale assoluta perché noi abbiamo il materiale in casa e quindi una volta che abbiamo il materiale, anche grezzo, basta avere il filo e poi tutto il resto ce lo facciamo da noi e questo è stato molto apprezzato dai nostri clienti perché, se è vero che la pandemia ha interrotto la campagna vendite, poi i riassortimenti sono partiti e ci hanno premiato tantissimo perché siamo stati tra i pochi a poter essere completamente autonomi sulla produzione e quindi dare un servizio in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi si può fare, devi avere delle persone come dice benissimo Giulio, che condividono i tuoi valori e devo dire che i nostri dipendenti dal primo all&#8217;ultimo condividono davvero in maniera sentita i valori e obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Valori e obiettivi anche economici per il futuro, vuoi dirci qualcosa?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io credo che in momenti congiunturali difficili come questo la tentazione di scendere a livello qualitativo è forte, perché ci sono delle economie non indifferenti. Però questa è la strada più sbagliata da intraprendere. Secondo me l&#8217;unica cosa che ci differenza, noi aziende di Ebt, aziende simili anche se abbiamo tipologie merceologiche assolutamente diverse, è lo spirito di mantenere sempre altissimo il livello qualitativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio sogno è quello di riuscire a rendere il cliente un consumatore consapevole perché noi non abbiamo bisogno di “fregare il cliente”. Noi abbiamo bisogno di clienti acculturati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piaceva la parola che hai usato “cultura”, la cultura del caffè è una cultura che di fatto non c&#8217;è, dobbiamo cercare di crearla e forse la grossa sfida da parte delle imprese è quella di riuscire a far apprezzare la qualità perché noi siamo talmente presuntuosi di poter credere che se il consumatore diventa un consumatore consapevole è in grado di sceglierci e ci sceglierà e non è mai una questione di prezzo, perché proprio come si diceva prima i momenti congiunturali difficili la gente avendo meno soldi ha imparato a relativizzare la spesa dunque piuttosto prendo un caffè in meno ma quando lo prende lo vuole buono ed è disponibile anche a pagarlo magari un pochettino di più perché comunque deve essere un momento di piacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi in un momento di crisi l&#8217;azienda diventa un operatore culturale che è proprio il settore che sta subendo di più la la crisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>DC</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma infatti quello che dice Giulio per me è eccezionale perché l&#8217;aspetto educativo del consumatore è una cosa che contraddistingue tutto il gruppo. L&#8217;idea è proprio quella non di seguire un gusto e di fornire un bene materiale in più. Il punto è che devo educarti a distinguere e a spendere meglio ma per una questione di benessere, di salute e di benessere per questo sono molto inscindibili i due concetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>GT</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente sì,anche perché adesso non so nel settore dei filati, ma sicuramente nel settore del food “ quello che è buono fa anche bene, ciò che è cattivo fa anche male” dunque dobbiamo riuscire a essere in grado di capire quello che di fatto mangiamo e beviamo perché assolutamente è fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Quindi visto che la vostra associazione si propone di fare rete, questo può essere uno dei significati del fare rete?&nbsp;rete anche di cultura azienda</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me, e dico sempre che EBT è l&#8217;associazione più importante di cui fa parte la mia azienda, un po’ perché è una rete di amici ma soprattutto perché abbiamo due aspetti molto peculiari. Da un lato io sono convinto che noi rappresentiamo una componente costitutiva del territorio: per me l&#8217;industria deve stare a fianco agli elementi che costituiscono e definiscono una cultura &#8211; quindi al paesaggio e all&#8217;arte a tutte le manifestazioni culturali. Dall&#8217;altro perché si tratta comunque di aziende che hanno un modello industriale in antitesi rispetto a quello che è la peggiore deviazione del capitalismo e della globalizzazione. Il fatto di avere filiere corte, filiere di eccellenza che mettono la qualità davanti a tutto e garantiscono che il prodotto abbia un giusto bilanciamento tra valore e prezzo, ma soprattutto il fatto di promuovere un’intera filiera e un saper fare locale che andrebbe perduto. Perché il problema è che sia io che Giulio probabilmente dobbiamo insegnare tutte le competenze che abbiamo in azienda a chi arriva: è difficile ormai trovare qualcuno che entra già con alcune competenze, a parte quelle che rappresenta la pura innovazione, però la tradizione la dobbiamo trasferire noi alle generazioni future e questa per me è una cosa fondamentale, un impegno che noi abbiamo naturalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>GT</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io invece credo che fare rete sia assolutamente fondamentale perché penso che la peculiarità del vero imprenditore, oltre alla poliedricità, sia quella della curiosità e della fame di sapere. Quale occasione migliore è quella di confrontarsi con altri imprenditori? Io dico sempre una massima mia da imprenditore che è “un imprenditore non è mai bravo lui, sono brave le persone che lo circondano” dunque la capacità di imprenditore è quella di sapersi contornare di persone più brave di lui magari con specificità diverse. Io mi rendo conto &#8211; io sono solo quattro anni che sono nella rete EBT, ma ho imparato tantissimo dai miei colleghi pur facendo magari prodotti assolutamente diversi e mi auguro che loro abbiano imparato qualcosa da me, dalla mia azienda e dunque questo scambio culturale di valori per me è fondamentale e imprescindibile e questo è un primo aspetto. Il secondo aspetto è che con diverse aziende delle nostre si possono fare delle operazioni di co- marketing molto interessanti. Ne abbiamo appena concluso una con Pepino, abbiamo fatto un gelato un Pinguino al caffè che è risultato un grandissimo successo. Le due aziende avevano analogie &#8211; pur essendo di dimensioni diverse con una merceologia assolutamente diversa- però aveva uno spirito di base assolutamente uguale: la storicità, la territorialità e la fissazione maniacale per la qualità. Abbiamo fatto un gelato dove il caffè è al massimo, il latte al massimo, il cioccolato al massimo e questo ci ha unificato e credo che se ne potranno fare altre perché ripeto la fantasia non ha limite, dunque io mi auguro un domani di collaborare anche con Dario e con altri che fanno parte della rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Io vi ringrazio perché parlando di impresa le parole che sono emerse più numerose e con maggiore forza sono state rispetto, cultura, fantasia, educazione, criticità e questo è raro e molto prezioso. Grazie ancora.</em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Building e Quercetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[exclusive talks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni giorno sentiamo parlare di&#160;made in Italy,&#160;reti di imprese, qualità, ecosostenibilità&#8230; ma cosa&#160;significa davvero per un’azienda fare propri questi concetti e viverli ogni giorno? Oggi ci aspettano due imprenditori che&#160;lavorano in ambiti molto diversi tra loro&#160;–i giocattoli e la&#160;progettazione e costruzione di immobili&#160;–che ci illustreranno la loro visione del business e del fare&#160;impresa in Italia [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ogni giorno sentiamo parlare di<strong>&nbsp;made in Italy,</strong>&nbsp;reti di imprese, qualità, ecosostenibilità&#8230; ma cosa&nbsp;significa davvero per un’azienda fare propri questi concetti e viverli ogni giorno?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi ci aspettano due imprenditori che&nbsp;lavorano in ambiti molto diversi tra loro&nbsp;–i giocattoli e la&nbsp;progettazione e costruzione di immobili&nbsp;–che ci illustreranno la loro visione del business e del fare&nbsp;impresa in Italia in questo preciso periodo storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stefano Quercetti</strong>&nbsp;è AD dell’azienda,&nbsp;nata nel 1950,&nbsp;oggi guidata dalla seconda generazione della famiglia che&nbsp;detiene il 100% delle quote di proprietà.&nbsp;Stefano si occupa anche di produzione: la scelta del&nbsp;suo percorso di&nbsp;studi è stato decisivo per il&nbsp;suo ruolo in azienda. Quando&nbsp;è entrato in Azienda,&nbsp;32anni fa, dopo la laurea in&nbsp;Ingegneria Elettronica, ha subito avuto modo di mettere in pratica le nozioni apprese durante&nbsp;gli&nbsp;studi al&nbsp;Politecnico di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Luca Boffa</strong> è AD del <strong>Gruppo Building</strong> che nasce a Torino nel 1983 dalla famiglia Boffa; Luca con il padre oggi guida l’azienda con l’obiettivo di progettare, costruire, immaginare, inventare la città e l’abitare, l’industria e gli spazi del commercio, i luoghi civili, privati e per il tempo libero, in Italia e all’estero. Con un particolare impegno nella ricerca delle soluzioni architettoniche e dei materiali. Con la holding Dad&amp;Son operano in diversi comparti, dal gusto con Ifse e Snodo, l’area food delle OGR, alla cosmetica di Alkemy e il wellness di Alfieri6 Urban spa fino al lusso di Fly &amp; Wine.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Parlare di impresa oggi in Italia significa anche parlare di valori, valori come la qualità, la ricerca, il rispetto. Che cosa significa per le aziende e per le reti di aziende fare propri questi valori nella quotidianità?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abbiamo chiesto oggi a due imprenditori che si occupano di settori molto diversi tra loro, almeno in apparenza. Stefano Quercetti e Luca Boffa. Inizio col chiedere a Luca Boffa di Building quali sono i valori identificativi della sua azienda che ha ritrovato in Exclusive Brands Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Luca Boffa</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente i valori principali della nostra azienda che si legano e Exclusive Brands Torino sono la ricerca di un prodotto di altissima qualità, che non per forza vuol dire lusso ma vuol dire ricerca dei materiali, vuol dire ricerca della tecnologia migliore per quel singolo oggetto o iniziativa. Poi quello che noi abbiamo cercato di fare soprattutto da 10 anni a questa parte è creare un brand che poche aziende a livello immobiliare o di costruzioni hanno cercato di fare. Quindi tutto questo ci accomuna alla rete e ci accomuna anche la voglia di andare fuori dall&#8217;Italia e portare eccellenze da fuori Italia in Italia. Abbiamo lavorato in Russia San Pietroburgo dal 2002 fino ad oggi, ci siamo spostati in Cina da un paio d&#8217;anni. Quindi è proprio la mission della rete partire da Torino e dall&#8217;Italia con un prodotto di alta qualità e portarlo nel mondo, e il mondo portarlo qui a Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>A Stefano Quercetti chiedo invece quali sono i valori aggiunti che si ritrovano nel lavorare in rete con altre imprese tutte impegnate nell&#8217;ambito del made in Italy e dell’eccellenza?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Quercetti credo sia stata una delle ultime aziende a entrare in Ebt e all&#8217;inizio avevo qualche perplessità, proprio per la enorme differenza di proposte che ci sono all&#8217;interno di questo marchio. In realtà questo è proprio il grandissimo pregio di EBT che racchiude le eccellenze di molti settori all&#8217;interno della nostra società torinese, e il poter lavorare a stretto contatto con gli imprenditori ti dà un senso totalmente diverso rispetto ad una operazione standard. Ti senti parte di una comunità molto ristretta in cui la qualità del prodotto è centrale, in assoluto la qualità che nasce a Torino e viene esportato nel mondo quindi mi sono trovato non bene ma di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>E ora una domanda a entrambi: perché oggi bisognerebbe scegliere il made in Italy?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Stefano Quercetti</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il made in Italy oggi è ancora estremamente importante perché è un marchio a livello internazionale estremamente potente, uno dei più diffusi al mondo perché racchiude dentro di sé tutti quelli che sono i valori principali proprio anche del gruppo EBT, quindi la qualità del prodotto, il design, la cura del dettaglio che è quello che fa la differenza in qualsiasi campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Luca Boffa</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stefano ha spiegato benissimo il perché del made in Italy e quello che posso aggiungere è che l&#8217;italiano ha una mente eccellente, è un popolo fatto di pensatori, ricercatori, quindi il prodotto che tiriamo fuori non è mai un prodotto seriale ed è per questo motivo che ci sono pochissime multinazionali ma è il paese col maggior numero di aziende piccole- medie. EBT è un esempio: siamo 19, cresciamo ogni anno, sono aziende medio-grandi di un solo territorio che sono leader nei loro settori, quelli che puntano alla qualità maggiore &#8211; quindi poi magari anche i grandi gruppi prendono spunto. Il made in Italy è una scelta di qualità e non solo perché nel mondo si dice il “made in Italy è qualità” ma perché c&#8217;è una ricerca dietro ogni cosa che viene tirata fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedo accanto a Stefano quercetti un ricordo della mia infanzia: il gioco educativo dei chiodini che ho usato per anni. Però c&#8217;è una novità: oggi è un gioco biologico ed ecosostenibile. Allora ne approfitto per chiedere come una tradizione così solida come quella dei giochi Quercetti, anche così amata, possa sfruttare anche l&#8217;innovazione e la ricerca senza perdere la propria identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Stefano Quercetti</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La tradizione all&#8217;interno della nostra azienda è come le fondamenta di una casa, quindi è importante: è la nostra storia, è la nostra vita che parte da lì e poi si evolve. La nostra innovazione si basa sulla nostra tradizione e questi chiodini che vedete al mio fianco rappresentano proprio in pieno questo aspetto, perché abbiamo voluto realizzare un prodotto iconico per noi ma utilizzando materiali totalmente innovativi che sono sì biologici ma comportano una quantità di tecnologia differente rispetto al nostro standard, che ha comportato un enorme investimento in ricerca e sviluppo. Adesso è un prodotto validissimo e composto in buona parte &#8211; più del 40%- di legno CFC, quindi è estremamente compatibile e ecosostenibile ed è un piccolo fiore all&#8217;occhiello che abbiamo all&#8217;interno nostra produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Entrambi avete parlato di qualità e di ricerca per le vostre aziende. Chiedo allora a Luca Boffa quali altri leve sono importanti oltre alla qualità.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Luca Boffa</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità è uno dei punti fondamentali, ma non è solo sulla qualità che bisogna puntare ma è sulla ricerca. La ricerca poi porta alla qualità; bisogna essere capaci a re inventarsi, quindi a non essere statici. La nostra azienda è nata con mio padre nell’83, ma questo mestiere lo faceva già mio nonno dal 59. Penso che abbiamo toccato tutti i settori dell&#8217;edilizia: mio nonno faceva l’acciaierie per la Fiat, mio padre ha iniziato facendo il capannone industriale nel 2000, abbiamo fatto centri commerciali nel 2010, abbiamo iniziato con le residenze. Oggi ci stiamo spostando su Milano quindi l&#8217;obiettivo è non stare mai fermi e puntare sempre all’innovazione. Oggi siamo al quinto progetto su Torino con Up Town e sarà un progetto totalmente diverso dagli altri che hanno un unico filo comune che sono fatti dalla Building, quindi da un brand e da una qualità comprovata. Però dietro a tutto questo c&#8217;è la ricerca e la voglia di migliorarsi ogni volta quindi il segreto secondo me sta in questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Vorrei tornare sul tema dell’ecosostenibilità e chiedere a Stefano Quercetti: per voi è stata una scelta etica senza dubbio molto forte e anche molto impegnativa a livello economico, vincente anche a livello di marketing?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Stefano Quercetti</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ultima fiera che abbiamo potuto fare lo scorso anno a Febbraio a Norimberga, c&#8217;è stato una sorta di plebiscito per sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;utilizzo di queste plastiche all&#8217;interno del mondo del giocattolo. E’ molto difficile utilizzarle contrariamente a quello che si possa inizialmente pensare: è una vera rivoluzione dal punto di vista tecnologico. Quello che ancora non è tanto ben chiaro al pubblico e che sono plastiche comunque che costano molto di più rispetto allo standard, sia come materia prima sia nella trasformazione. Mentre il mercato non è ancora pronto a sostenere un costo proporzionale all’investimento che abbiamo fatto, è sicuramente un trend da mantenere e noi lo svilupperemo in maniera più completa possibile. Però spero che anche l&#8217;opinione pubblica si renda conto di quello che c&#8217;è dietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>E adesso veniamo all’attualità: questo è innegabilmente un momento di crisi forte però volevo chiedere a Luca Boffa quanto questa crisi può essere sfruttata come un&#8217;opportunità.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Luca Boffa</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh noi come settore siamo in crisi ormai da 12 anni quindi diciamo che se siamo qua è perché le crisi sono sempre un&#8217;opportunità e logicamente come dicevo prima devi essere capace a cambiare, non aver paura di cambiare. Questa è una crisi un po’ diversa perché per ora non è ancora una crisi sistemica, è una crisi di periodo. Se il periodo continua ancora molto può diventare una crisi sistemica che ci porteremo dietro magari per 10-15 anni. Però ci sono delle belle opportunità nel nostro settore: oggi si trovano più cose da comprare, quindi noi che compriamo dei building in terra, quindi cosiddetti cielo-terra, ce ne sono di più da vendere perché ci sono dei fondi che scappano dall’Italia, ci sono delle famiglie private che vogliono vendere quindi ci sono opportunità. Poi l&#8217;opportunità deve essere comunque commisurata con la forza finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Questa crisi di periodo è ovviamente dovuta al covid e allora chiedo a entrambi quanto è stato difficile mantenere alti gli standard qualitativi e quando ho dovuto cambiare il lavoro per esempio con lo smart working nei vostri settori.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Stefano Quercetti</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo periodo è estremamente difficile sotto tutti i punti di vista, sia dal punto di vista commerciale sia dal punto di vista organizzativo all&#8217;interno di un&#8217;azienda il cui virus ha inciso in maniera veramente devastante perché basta un singolo caso per bloccare un reparto produttivo. Quindi sta mettendo a durissima prova la nostra capacità produttiva, in questo momento è ridotta ad 1/3 quindi abbiamo perso 2/3 la nostra capacità produttiva. Da domani dovremo riprendere ma sta diventando veramente una gestione così difficile che non riesci neanche più a dire ai clienti quando sarà disponibile la merce, perché effettivamente non lo sai, dipende dall’esito dei tamponi e questo non lo sai fino a quando non ti arrivano e ti arrivano probabilmente dopo 7, 8, 10 giorni. Ultimamente ci sono arrivati dopo 10 giorni, quindi difficilissimo ma ce la stiamo ancora facendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>E nel vostro settore Luca?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Luca Boffa</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi siamo un settore produttivo quindi la gente in cantiere non può essere sostituita dal lavoro da casa, come l&#8217;amministrazione pubblica e quindi noi siamo obbligati a lavorare. Abbiamo patito già molto tra Marzo e Aprile e maggio, con un lavoro fermo perché non avevano bloccato noi ma erano bloccati magazzino edile, cave, trasporti. Non ci rendiamo conto che siamo tutti connessi uno con l&#8217;altro, quindi è&nbsp;&nbsp;stato molto complicato. Noi personalmente o siamo aperti o siamo chiusi, non esiste questo “mezzo aperti” e “mezzo chiusi”, soprattutto in cantiere, ma anche il lavoro in ufficio è un lavoro di progettazione, un lavoro di idee, di scambio di idee, interazioni tra le persone che non può essere fatto ognuno a casa sua quindi per noi questo può essere solo un periodo, un momento, si gestisce questa situazione ma non può durare più di ancora qualche mese. Altrimenti bisogna trovare delle soluzioni alternative, ma che non saprei dirti quali potrebbero essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco bene voglio ringraziare i nostri due ospiti che ci hanno aiutato oggi a capire come questa connessione tra imprese di cui ci hanno parlato nelle ultime risposte possa diventare una rete virtuosa per la crescita del sistema Italia e delle singole imprese.</p>
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		<title>Exclusive Talks con Casa Oz e Nimbus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[exclusive talks]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi siamo ospiti di uno spazio molto speciale: i&nbsp;<strong>Magazzini Oz, fondati da casa Oz,</strong>&nbsp;una realtà torinese che si preoccupa di dare cura e accoglienza ai bambini e alle loro famiglie che hanno incontrato la malattia sul loro percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo qui con due imprenditori che fanno parte di realtà e settori molto diversi:&nbsp;<strong>Enrica Baricco</strong>, presidentessa di&nbsp;<strong>Casa Oz</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Paolo Bellezza,</strong>&nbsp;che si occupa invece di&nbsp;<strong>aeromobili a pilotaggio remoto</strong>&nbsp;meglio conosciuti come droni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andiamo a scoprire che cosa hanno in comune due realtà apparentemente così distanti tra loro.</p>



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</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Comincerei questa chiacchierata con una prima domanda a Paolo Bellezza, che si occupa di un settore piuttosto tecnico e particolare, eppure hai scelto di fare parte di una rete di aziende estremamente variegata. Perché hai ritenuto importante fare sistema con aziende così diverse?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Paolo Bellezza</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ molto importante fare sistema. Siamo in un mondo competitivo dove noi imprenditori siamo sotto una pressione incredibile che non c&#8217;era nei tempi passati. E come sentiamo dire più volte, quando noi italiani facciamo sistema, vinciamo! Ecco forse una forma molto più semplice e flessibile, è quella di usare la rete d&#8217;impresa per fare squadra, per portare queste eccellenze di Exclusive Brands Torino con la sua storia, la sua cultura, i suoi marchi nel mondo. E’ un&#8217;opportunità per noi piccole e medie imprese, per poter unire gli sforzi e intervenire in i mercati diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Invece Casa Oz ha scelto di diventare Charity Partner di Exclusive Brands Torino. Allora chiedo a Enrica Baricco di motivare questa sua scelta.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Enrica Baricco</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi rifarei alla domanda precedenti, cioè anche per noi è molto importante riuscire a far sistema.&nbsp; &nbsp;&nbsp;Associazioni come la nostra si mantengono grazie a collaborazioni con singoli donatori, ma anche molto con un mondo corporate. Allora bisogna conoscerci a vicenda, bisogna sempre più contaminare i nostri mondi perché si riesca a fare sociale come qualsiasi altra attività di questo mondo, quindi come organizzazione con efficienza, con il meglio del servizio che possiamo dare e riuscire col tempo a costruire dei progetti condivisi con l&#8217;attività profit. Questo vuol dire proprio riuscire a essere davvero Charity Partner: progettare insieme sempre più anche in Italia, questo avviene e per noi questa è stata un&#8217;esperienza importante, l’inizio di cammino insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Enrica ha nominato concetti importanti come condivisione, conoscenza reciproca, percorsi da fare, da iniziare insieme. Questo vale per tutte le aziende della vostra rete e allora chiedo anche a Paolo Bellezza che si occupa appunto di un settore particolarmente specifico, come si declina nel suo caso la responsabilità nei confronti della società e di tutto ciò che sta intorno a un’azienda.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Paolo Bellezza</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una bella domanda molto importante. L&#8217;azienda è l&#8217;insieme di beni mobili e immobili, di persone che lavorano e che permettono all&#8217; imprenditore di svolgere la sua impresa. Quindi l&#8217; imprenditore si trova di fronte a dei fattori interni e fattori esterni: è ovvio che un imprenditore di una PM è ben diverso da un imprenditore della multinazionale, dove una scelta errata provoca effetti dannosi su milioni di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però è vero che un imprenditore della PM sente subito l&#8217;aspetto etico e morale verso i suoi dipendenti, e vuole la miglior condizione per loro. E ritorniamo alla domanda precedente: cerca attraverso le reti di impresa, le associazioni per poter modificare l&#8217;aspetto sociale, ecco perché anche avere charity partner all’ interno di Exclusive Brands Torino è un qualcosa che ci aiuta verso un mondo migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Siamo in un momento dell&#8217;attualità particolarmente difficile di crisi sotto moltissimi aspetti, quello ovviamente economico, ma anche sanitario e anche sociale. E quindi due aziende che hanno fatto dei valori morali e della responsabilità il loro manifesto, hanno sicuramente dovuto prendere dei provvedimenti molto seri in questo caso. Quindi chiedo ad Enrica come la crisi sia stata accolta e se possibile sfruttata nel vostro settore.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Enrica Baricco</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dici bene, non si può prescindere da questo momento storico così difficile. Se voi pensate che noi ci occupiamo di servizi alle persone, le persone sono la cosa più delicata di questo momento. Sono persone che già vivono situazioni di emergenza che in questo momento sono in un&#8217;emergenza nell&#8217;emergenza, sono persone di cui dobbiamo prenderci cura al di là di un luogo come casa o in un luogo fisico. Questo ha subito posto delle difficoltà enormi, ma io personalmente cerco di condividere questo aspetto coi ragazzi, con chi lavora a casa o anche con i nostri ospiti. Ora nonostante il momento difficilissimo, abbiamo cercato di inventarci un modo che potesse essere vicini alle famiglie e ai ragazzi ovviamente sfruttando tutto quello che c&#8217;è online. Bisogna avere flessibilità, capacità di non mollare. Noi non possiamo mollare: siamo in prima linea, siamo sui servizi essenziali di questa società, in momenti così difficili, nei momenti in cui abbiamo un po’ più di tempo anche per noi e per pensare. Investiamo in formazione dei nostri, delle persone che lavorano con noi, devono essere sempre più capaci come qualunque azienda anche del profit, a fare quello che facciamo, a farlo nel migliore dei modi e riuscire a guardare avanti. Questo stiamo cercando di fare insieme: non possiamo non essere presenza per le persone nonostante la distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Visto che abbiamo trovato dei punti comuni così forti tra le vostre due imprese profit e no profit, cioè la centralità della persona, del rispetto e della cura, visto che entrambe siete impegnate su questo fronte da più di 15 anni, vorrei chiedervi in che modo questo impegno è stato declinato ed è cambiato nel passato e che cosa vi augurate per il futuro.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Paolo Bellezza</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora è un altra domanda molto interessante questa. Il partecipare alla rete d’impresa è è stata una svolta per la nostra realtà, per potersi porre nel mercato internazionale in un modo diverso. Sono stati 15 anni di alternanza tra successi e invidie, perché purtroppo non dimentichiamoci che è nell’essere umano l&#8217;invidia. E quello che io mi aspetto dal futuro, perché sono ottimista altrimenti non potrei essere imprenditore, è un mondo forse più digitalizzato come si dice ma nel senso buono, per ridurre la burocrazia che soprattutto in Italia è una cosa impensabile che ostacola l&#8217; imprenditoria e penso a un maggior rispetto della persona perché solo con maggior rispetto della persona riusciremo a vincere anche tutte queste situazioni di crisi che oggi ci attanagliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Enrica invece cosa ci racconta?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Enrica Baricco</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto mi hai chiesto cosa portare per Casa Oz, ti ho portato questo libro di pop up del Mago di Oz che è sempre stata una rotta per noi. Nel senso che in Mago di Oz riescono insieme a superare una bufera e qualcosa della vita di molto forte, insieme si son dati forza uni con gli altri. Noi questo vogliamo fare a Casa Oz,&nbsp;&nbsp;quindi in un momento storico così difficile è ancora più importante pensare al punto di partenza dopo di chè in questo momento dobbiamo stare a galla e quindi cosa mi aspetto? Mi aspetto che Casa Oz riescano a stare a galla per riuscire a essere presenti vicino le famiglie e le persone, di cui ci occupiamo; mi aspetto che come Exclusive Brands Torino altre realtà si avvicinano a realtà come le nostre per lavorare insieme ad appoggiarci, a progettare cose concrete insieme, questa integrazione deve essere il futuro di un settore no profit come il nostro: integrazione completa con altri settori produttivi di questa società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringrazio i nostri ospiti particolarmente perché ci hanno parlato di un aspetto speciale sempre più importante dell’eccellenza e della rete di impresa, cioè l&#8217;aspetto della responsabilità morale nei confronti non solo dei dipendenti, ma di tutte le persone che fanno parte di una società.</p>
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		<title>Exclusive Talks con Relais San Maurizio e Tonatto</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:08:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Casa Oz è una realtà torinese che negli anni si è impegnata a dare assistenza e accoglienza ai bambini e alle famiglie che hanno incontrato la malattia sul loro percorso. Da Casa Oz sono stati fondati i Magazzini Oz che oggi ospitano la nostra chiacchierata sui temi di profumo e turismo, due argomenti che ci [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Casa Oz è una realtà torinese che negli anni si è impegnata a dare assistenza e accoglienza ai bambini e alle famiglie che hanno incontrato la malattia sul loro percorso. Da Casa Oz sono stati fondati i Magazzini Oz che oggi ospitano la nostra chiacchierata sui temi di profumo e turismo, due argomenti che ci fanno sognare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne parliamo con due giovani imprenditrici che hanno saputo coniugare il e il tema del sogno e della <strong>suggestione di profumo,</strong> <strong>viaggi e soggiorni</strong> con un solido programma imprenditoriale. Sono <strong>Giuditta Gallo</strong> e <strong>Diletta Tonatto.</strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Inizierei subito col chiedere a Diletta in che modo il radicamento nel territorio, che nel tuo settore è fondamentale, riesce a proiettarsi in una dimensione globale di turismo internazionale, di spinta verso gli altri paesi &#8211; quindi attraverso una forma di innovazione. Vedo sulla cartellina che hai a fianco a te una data impegnativa: il 1619. Come pensi di portare questa data nel futuro?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giuditta Gallo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 1619 è la data in cui tutto ebbe inizio, perché è la fondazione del nostro monastero, i monaci sono arrivati dalla Provenza e hanno iniziato la storia di quello che oggi è diventato un albergo di lusso però è stato per tanti anni un monastero, poi una dimora nobiliare e poi è stato trasformato nel tempo.&nbsp;&nbsp;Sicuramente dare vita a quella che era la data di inizio,&nbsp;&nbsp;la nostra missione è quella di rifarci all&#8217;eredità dei monaci e alla loro storia ma anche creare un&#8217; innovazione nel senso di far vivere poi veramente il territorio e esperienze legate alle Langhe.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Diletta Tonatto ci parla dell&#8217;esperienza del profumo per lei come un’esperienza liminale tra passato, presente e futuro. Questo ci porta a chiedere anche a Diletta come nel suo settore il passato e il futuro, quindi la tradizione e innovazione, hanno trovato un giusto mix o forse giusto bouquet per parlare del tuo settore.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Diletta Tonatto</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccontare e descrivere il profumo come un’esperienza liminale è collocarlo appunto in una fase di passaggio e per arrivare a questo futuro &#8211; a questo presente futuro- è necessario come succede con i profumi con l’olfatto,&nbsp;&nbsp;vivere esperienze e ricordi e ed è questo che sto cercando di fare il più possibile. Quindi ancor di più ancorarmi a un’autenticità anche simbolica e quindi estreme qualità di materie prime e simbolismi autentici. Però conoscere dove il mercato è cambiato e quali sono le sue esigenze e quindi questo molto probabilmente ci porta nell’online: la grande sfida è riuscire a vendere un profumo che non si può sentire tramite uno schermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo quindi scoperto che le vostre due attività hanno in comune il cuore, cioè il proposito di regalare un’esperienza ai vostri utenti. E allora questo mi dà lo spunto per rivolgere la stessa domanda ad entrambe: quanto è importante fare sistema e fare rete con altre aziende del territorio, altre aziende focalizzate sull’innovazione e se ci sono stati degli esempi i fruttuosi di collaborazione anche tra le vostre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">chiedo prima di dita</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giuditta Gallo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si io penso che l&#8217;unione faccia la forza e creare dei cluster anche regionali sia una tattica vincente, si pensi per esempio al mondo del design in Brianza dove tante aziende si sono unite. In Piemonte abbiamo la fortuna di avere tantissime aziende incredibili, dal vino al cibo, al profumo e quindi creare sistema è molto importante. Nello specifico noi come San Maurizio abbiamo creato una collaborazione molto bella con Tonatto, abbiamo unito questo mondo meraviglioso del profumo e creato proprio una linea di profumazioni per i nostri clienti. Abbiamo creato un fil rouge tra ospitalità e profumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Diletta Tonatto</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie Giuditta di aver citato il nostro progetto perché è stato un bellissimo progetto di olfattibility identity nel quale è stato richiesto di comunicare un’identità olfattiva e quindi siamo partiti proprio da questo numero che ci ha detto Giuditta e dalla storia, quindi questo profumo racconta questa storia con queste note dell’incenso quindi questo richiama la parte più religioso e porta poi addirittura delle note lavanda perché comunque sulla via della lavanda e oggi a quello che è innovazione ed eccellenza di San Maurizio. Per noi in particolare lavorare sul territorio, lavorare con Exclusive Brands Torino è importantissimo perché tutti questi settori diversi non profumeria si stanno aprendo alla profumeria, ci permette di innovarci tutte le volte per mercati sempre diversi. Se pensiamo ovviamente al settore hotellerie oppure con l’Opificio abbiamo sviluppato una collaborazione sul tessile, abbiamo sviluppato una ricerca un prodotto con Altec che è altissima innovazione. Quindi non solo grande ma è proprio un pool, possiamo mettere in pratica l&#8217;innovazione quindi testarci con bellissime realtà storiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Per l’ultima domanda approfitterei del fatto che sono in compagnia di due imprenditrici donne entrambe giovani appartenenti a una nuova generazione di fare, e chiedo loro quale consiglio darebbero ad una donna che vuole fare l&#8217;imprenditrice oggi.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giuditta</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io penso che non sia facile però sia molto importante avere anzitutto dei modelli a cui rifarsi di donne in carriera di successo e poi il mio consiglio è quello di essere umili ma tenaci e coraggiose, di non farsi intimidire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Sei d&#8217;accordo con questi consigli Diletta?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sono sicuramente d&#8217;accordo con Giuditta perché ci dicono sempre di non mollare e c&#8217;è un motivo, perché è molto dura ed è un percorso anche un po&#8217; solitario quello dell&#8217; imprenditoria perché sei tu ed è una tua responsabilità. Per questo ci deve essere un amore per il tuo lavoro incredibile perché se poi come nel mio caso hai anche un bambino, allora l’idea di una Wonder Woman secondo me non è molto realistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non bisogna scendere a certi compromessi, quelli di donna e uomo nei tempi e nei ruoli, però con se stessi bisogna trovare un equilibrio. Bisogna trovare qualcosa che ti dia energia che è molto complicato e non mollare perché il tuo amore, la tua passione è lì e allora avrai più libertà perché non hai opzioni, non puoi fare altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ringrazio le nostre due ospiti per queste risposte a questi consigli insieme di umanità e di vocazione.</em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Pininfarina e Estetica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:05:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo in una storica residenza femminile dedicata alla formazione universitaria. Inevitabile parlare di giovani, di futuro e di innovazione ma sempre radicato in una forte&#160;&#160;tradizione. I nostri Ospiti sono Roberto Pissimiglia e Paolo Pininfarina, Presidente di Exclusive Brands Torino. Pininfarina è un&#8217;azienda che ha una grandissima e gloriosa tradizione italiana e internazionale. Chiedo subito a Paolo Pininfarina quanto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi siamo in una storica residenza femminile dedicata alla formazione universitaria. Inevitabile parlare di giovani, di futuro e di innovazione ma sempre radicato in una forte&nbsp;&nbsp;tradizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I nostri Ospiti sono <strong>Roberto Pissimiglia</strong> e <strong>Paolo Pininfarina</strong>, <strong>Presidente di Exclusive Brands Torino</strong>. Pininfarina è un&#8217;azienda che ha una grandissima e gloriosa tradizione italiana e internazionale. Chiedo subito a Paolo Pininfarina quanto avere una tradizione è oggi una risorsa e quanto rischia di diventare un vincolo.</p>



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<iframe title="ExclusiveTalks - Puntata 6 - Pininfarina &amp; Estetica" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/nBJxTTg6DjI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>PAOLO PININFARINA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La tradizione è sicuramente una risorsa,&nbsp;&nbsp;la storia è una risorsa, però resto dell’idea che l&#8217;innovazione sia leggermente più importante e se non si pensa che il futuro è più importante del passato non si va avanti e non si costruisce la storia. La&nbsp;&nbsp;storia è una conseguenza dell’azione. Faccio un esempio: noi abbiamo la nostra collezione con i pezzi più belli della nostra storia e&nbsp;&nbsp;mi ricordo che&nbsp;&nbsp;una quindicina d&#8217;anni fa con mio fratello si discuteva sull’ampliamento della collezione e mio fratello disse “ma no, miglioriamo piuttosto la galleria del vento&nbsp;&nbsp;o facciamo delle cose sulle innovazioni perché altrimenti rischiamo di diventare un museo”. Questa è la dimostrazione di quanto da noi l&#8217;innovazione venga un attimo prima della storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Abbiamo parlato di innovazione: nel settore comunicativo l&#8217;innovazione, sono negli ultimi anni, i nuovi media. Allora chiedo a Roberto come i nuovi media hanno influenzato il suo settore.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>ROBERTO PISSIMIGLIA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente l&#8217;avvento del web e le frontiere che ha spalancato la comunicazione via internet hanno rivoluzionato il modo di rapportarsi di tutta la società e in particolare dei media. i media per la verità alcuni all’inizio hanno mal sopportato e mal digerito le potenzialità del web, poi a poco a poco il web è stato integrato in tutte le comunicazioni però non smette mai di stupirsi. Faccio un esempio: quando circa 10 anni fa sulla scia del successo di Trip Advisor decidemmo di perlustrare la possibilità fare qualcosa di simile nel settore della bellezza non immaginavamo di avere un un&#8217;apertura e un target come abbiamo oggi. Potevi fare un bel catalogo una volta all&#8217;anno però mancava sempre un pezzo che mancava, di poter fare in modo che un prodotto venga paragonato con l&#8217;altro e soprattutto di permettere alle consumatrici di lasciare la propria opinione sul prodotto cosmetico e capisce che questo è frontiera completamente diversa con un target di tre milioni di consumatrici all&#8217;anno che con la carta stampata non è pensabile e con 30.000 prodotti che vengono costantemente aggiornati. Ogni nuova evoluzione editoriale non può prescindere dalla comunicazione online e questo è evidente ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Con i nostri due ospiti oggi stiamo parlando di bellezza in tutte le sue forme e ricordo anche che il valore di Pininfarina sono purezza, innovazione ed eleganza. Allora chiedo a entrambi quali dei valori identificativi della vostra azienda avete riconosciuto quando avete deciso di fondare ed entrare in Exclusive Brands Torino</strong></em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PAOLO PININFARINA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Exclusive vuol dire un certo tipo di eccellenza e di esclusività, allora io penso che la Pininfarina è nata come carrozzeria facendo vetture di lusso e di gran lusso e quello era già un po’ esclusivo. C&#8217;era questa voglia di fare alta qualità quindi Exclusive ci sta sicuramente. Brands è la costruzione di una storia, la costruzione di un marchio che tra l&#8217;altro è anche legato alla famiglia, quindi direi che mi riconosco proprio molto perché il marchio è fondante. Torino è radicamento sul territorio, è chiaro che Pininfarina oggi è diventata internazionale perché ha sedi in Germania negli Stati Uniti anche in Cina però comunque la testa dell’azienda è in Italia e c&#8217;è comunque sempre un radicamento sul nostro territorio a Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PISSIMIGLIA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe bello se una webcam a volte potesse entrare nella nostra assemblea e scandagliare un po’ lo sprone che ci diamo reciprocamente verso la ricerca della qualità della creatività dell&#8217; esclusività della conquista dei mercati e questo è un grande valore che ci si trova tutti verso l&#8217; eccellenza poi la consapevolezza della leadership che ognuno ha e che ognuno porta nella rete e che ci viene reciprocamente riconosciuto. Questo è uno stimolo a creare delle sinergie e infine la passione, la grande passione per quello che facciamo e per il territorio in cui viviamo e non a caso quando ci presentiamo all&#8217;estero ci presentiamo con il simbolo della&nbsp;&nbsp;Mole e Exclusive Brands Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Roberto ha appena parlato di sprone reciproco e chiedo allora a Paolo quanto conta questa rete che si crea tra le aziende.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PININFARINA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La rete è nata quasi 10 anni fa ed è stata una scommessa, è una rete veramente nuova e non è una rete tra aziende omogenee che fanno una lo stesso business e quindi condividono dei servizi e quindi fanno sinergia. E’ una rete tra aziende diverse che hanno in comune dei valori, materiali no, e quindi abbiamo dovuto trovare un terreno comune.&nbsp;&nbsp;Non è stato facilissimo all&#8217;inizio, oggi come oggi abbiamo capito che la sinergia è migliorare la comunicazione ed anche per questo ho voluto essere oggi con Roberto perché è un uomo di comunicazione. La rete è comunicazione, quindi comunicare i nostri marchi, comunicare la nostra eccellenza, comunicare Torino e il territorio. Se noi partiamo dall&#8217; idea che sulla comunicazione e su progetti come quello di oggi di Excluisve Talks veramente possiamo fare sinergia allora possiamo fare insieme delle grandi cose, infatti&nbsp;&nbsp;mi sento di dire che negli ultimi tre o quattro anni la rete decisamente ha fatto il salto di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Continuiamo allora a parlare di bellezza e di sinergia. L&#8217;industria italiana della bellezza ha una leadership indiscussa. A cosa è dovuta questa eccellenza?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PISSIMIGLIA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di bongusto, di raffinatezza, di stile, di ricerca l&#8217;Italia è ai primi posti sia che si&nbsp;&nbsp;parla di moda, di design sia che si parli di cosmetica e noi come industria cosmetica abbiamo un’ eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Questo viene anche da un dato ecclatante e cioè quello del saldo della bilancia commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi esportiamo molte più cose di quelli che importiamo: ogni anno il settore fa entrare nelle casse dello Stato circa 2,8 miliardi di euro. Poi ci sono i dati di tutti i giorni e i consumi dicono che le donne utilizzano, se parliamo ad esempio di mascara, vi posso dire che in Europa sei donne su 10 usano un mascara&nbsp;&nbsp;che o è stato pensato, o ideato o formulato o prodotto o a marco italiano. E anche se il marchio&nbsp;&nbsp;è uno di quelli famosi francesi o americani, facilmente è stato&nbsp;&nbsp;&nbsp;prodotto per conto terzi in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Parliamo di attualità: uno dei problemi dell&#8217;Italia da anni è la fuga di giovani talenti under 30 all&#8217;estero. Siamo destinati, chiedo a Paolo, a diventare un paese per vecchi e di vecchi?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PININFARINA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non reagiamo, se non facciamo niente tutti i dati tutti i numeri ci dicono purtroppo che stiamo andando in quella direzione. Siamo in un momento difficile e dobbiamo cercare di vivere questo momento difficile come un&#8217;opportunità. Ho letto un&#8217;intervista di Dario Gallina qualche giorno fa e mi ha colpito questa frase che è automobilistica ed è “Siamo come in un Gran Premio dietro la Safety Car” cioè stiamo rallentando però raccogliamo le idee per ripartire più veloci. Ecco allora raccogliamo delle idee sui giovani e pensiamo all&#8217; opportunità del Recovery Found che arriverà l’anno prossimo. Allora linee guida di questo di questo fondo definite dalla commissione europea sono tutte legate ai giovani quindi è una grande opportunità perché se io penso alla linea guida della modernizzazione e della digitalizzazione è assolutamente sinonimo di giovani perché i giovani sono digitali per definizione. La linea guida dell&#8217;ambiente e della sostenibilità è&nbsp;&nbsp;per i giovani perché i giovani vogliono vivere in un mondo migliore e più pulito rispetto a quello di adesso. I giovani vogliono entrare nel mondo del lavoro, vogliono crescere nella società. La terza linea guida è l&#8217;inclusione quindi l&#8217;inclusione dei giovani in questo progetto di rilancio della società.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>22 edizioni in tutto il mondo è un numero che rende conto di un primato indiscusso: quali sono le ragioni di questo successo incredibile per l&#8217;Italia?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PISSIMIGLIA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto parte dalla qualità, dalla ricerca della qualità che per una rivista media è qualità delle immagini, qualità del layout, qualità dei contenuti, qualità della proposta moda nel nostro caso e dell’internazionalità di questa proposta per poter raggiungere il tuo target ovunque nel mondo. Fatto salvo di questo poi ci sono altri modi per arrivare a penetrare i vari mercati. Quando negli anni 80 girando un po’ per il mondo si diceva che Estetica era come Vogue per il nostro settore ,sì era una bella cosa da sentire poi però è un bello stimolo per alimentarlo ogni giorno, per fare in modo che questo sia percepito nei singoli paesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi abbiamo mutuato dal franchising un po’ il sistema di avere dei punti pilota quindi delle edizioni pilota nei paesi che contano e quindi abbiamo iniziato a Londra, poi a Francoforte e poi a Parigi e Barcellona a New York con una nostra struttura che replicava a&nbsp;&nbsp;immagine e somiglianza la nostra struttura torinese e dimostrato che questa era la strada giusta abbiamo cercato e trovato partner editoriali in vari paesi che completassero questo network e quindi Turchia, Russia, Polonia e Cina fino ad arrivare all&#8217;attuale network di Estetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Secondo la tradizione dell&#8217;ospitalità i nostri ospiti si sono portati dei doni reciproci bellissimi che lascio raccontare a loro.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PININFARINA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io nella nostra biblioteca ho trovato un numero della rivista Pininfarina originale del 1966, la rivista n.7 perché fu fatta per tutti gli anni 60 in una decina di edizioni annuali alla fine dell&#8217;anno. Questo numero è particolare perché riporta la fotografia di mio nonno Pinin fondatore dell&#8217;azienda che era mancato ad Aprile di quell’anno e ci sono anche tutte le novità dell&#8217;anno che sono tutte le vetture realizzate e disegnate presentate nel 1966. e il libro è anche arricchito da un articolo straordinario scritto da Enzo Ferrari che si intitola “16 ann” , 16 anni di amicizia e di lavoro insieme a mio nonno Pininfarina. Quindi qui c&#8217;è tanta della tradizione, c&#8217;è tanta della storia, è un libro che ha 60 anni e mi fa piacere regalarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>PISSIMIGLIA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La voce è un po’ emozionata e gli occhi lucidi ma sicuramente il cuore batte perché io lo vedevo qua ma mai&nbsp;&nbsp;più pensavo che fosse per me, e ti dirò che è un regalo che terrò preziosissimo. Io contraccambio con il primo numero di Estetica che per me ha un grande valore affettivo – economico no perché 150 lire è il prezzo di copertina- ma sicuramente anche questo è un pezzo di di grafica e di stile italiano di quegli anni e quindi è il primo numero del Marzo 46, quello in cui usciva a Torino lo slogan radiofonico “Parrucchieri italiani finalmente una rivista per voi e per le vostre clienti” che rimane poi la mission attuale nostra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Con questi doni che arrivano dal passato ma guardano al futuro ringrazio ancora i nostri ospiti per le loro preziose testimonianze.</em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Cantine Bava e Gelati Pepino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[exclusive talks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando parliamo di Torino e del Piemonte è inevitabile pensare alle tante golosità legate al territorio. Per esempio il mitico Pinguino, il gelato, o il vino, pensiamo al Barolo, pensiamo al Vermout, pensiamo agli spirits. Oggi parliamo di queste eccellenze, di innovazione e di tradizione con due rappresentanti Edoardo Cavagnino e Roberto Bava. La prima cosa che vorrei [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo di Torino e del Piemonte è inevitabile pensare alle tante golosità legate al territorio. Per esempio il mitico Pinguino, il gelato, o il vino, pensiamo al Barolo, pensiamo al Vermout, pensiamo agli spirits.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi parliamo di queste eccellenze, di innovazione e di tradizione con due rappresentanti <strong>Edoardo Cavagnino</strong> e <strong>Roberto Bava.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="ExclusiveTalks- Puntata 7 -  Bava &amp; Gelati Pepino" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/nar3D4lgrVQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La prima cosa che vorrei chiedere a entrambi è perché hanno scelto di far parte di una rete che racchiude categorie merceologiche molto diverse tra loro, quali sono stati i vantaggi che avete pensato di trarre?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>BAVA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi come azienda siamo tradizionalmente nel mondo del vino, quindi l&#8217; associazionismo è una matrice di tanti anni: sappiamo cosa vuol dire lavorare insieme, ma questa volta é un lavoro diverso perché abbiamo un confronto con gli altri mondi e in qualche modo l&#8217;obiettivo è il mondo e il mondo è troppo grande per farcela da soli. Quindi una bella esperienza anche di crescita in tutti i sensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>CAVAGNINO</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io anche vengo da un&#8217;esperienza personale di associazionismo perché da quando ho iniziato a lavorare ho subito iniziato a frequentare anche il Gruppo Giovani dell’Unione Industriale di Torino e ho trovato molto arricchente questa esperienza. Il fatto di potersi confrontare con persone che come te hanno problemi simili e situazioni simili in azienda anche se in settori completamente diversi &#8211; perché come la nostra rete anche il gruppo giovani ha provenienze di vari settori- trovo che questo sia molto stimolante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti ti aiuta a allenarti, a ragionare sui problemi magari da tanti punti di vista: questo sicuramente è uno dei punti fondamentali della nostra partecipazione alla rete oltre al fatto che noi dobbiamo imparare un po&#8217; da quelli più bravi della rete ad andare all&#8217;estero, perché siamo quelli un po&#8217; meno presenti e quindi sicuramente poter godere delle esperienze altrui in questo caso ci favorisce molto e poi anche un po’ di senso di responsabilità per il nostro territorio perché rappresentiamo sicuramente una parte importante dell’eccellenza del nostro territorio quando andiamo all&#8217;estero quindi ci fa piacere poterlo fare tutti insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>BAVA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli effetti inattesi della rete c’è che sono nati dei co-marketing tra noi aziende così diverse e credo che Pepino e il Vermout di Cocchi che produciamo siano stati forse i uno dei primi esempi e abbiamo prodotto infatti un gelato al vermout, il primo caso al mondo. Quasi per divertimento ma di fatto è un effetto sinergico di soci che hanno la stessa curiosità culturale ma alla fine un intento produttivo insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>CAVAGNINO</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è stata sicuramente un&#8217;esperienza stimolante perché appunto vedere gestire queste complessità di dover trasformare un vermut storico in un gelato altrettanto storico è stato piuttosto complicato. E’ stato fatto un grosso lavoro di ricerca e sviluppo e alla fine si è concretizzato con un pinguino, il nostro classico gelato su stecco coperto da cioccolato inventato da noi, in questa versione di sorbetto ricoperto di cioccolato ma con una scorzetta di limone nel cioccolato in modo da ricreare un pochino quell’abbinamento di gusto classico di quando si degusta il vermouth con ghiaccio e scorza di limone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi il fatto di essere insieme tra aziende di settori diversi o anche dello stesso settore ma con prodotti molto diverse come il nostro caso stimola a ragionare su una ricerca sviluppo e innovazione di prodotto che magari crea nuove tradizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Edo hanno già parlato di responsabilità nei confronti del mondo di e rappresentanza dell&#8217;Italia, di esplorazione del mercato internazionale e allora mi chiedo quali sono le leve vincenti per continuare questa avventura. La qualità senza dubbio, ce ne sono altre?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>CAVAGNINO</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora sicuramente la qualità è la leva principale per portare all&#8217; estero. Diciamo che in Italia per fortuna sono abituati molto bene, si mangia bene in tutta Italia e quindi magari a volte con un pizzico di superficialità il consumatore non va da approfondire nel dettaglio quello che sono gli ingredienti, processi produttivi, cosa che invece all&#8217;estero magari avendo un po’ meno DNA di cibo di qualità, viene esplorato un po&#8217; di più e allora per un prodotto Premium come il nostro il fatto di avere un consumatore più informato che va a scoprire bene quali sono i processi produttivi, gli ingredienti che noi utilizziamo, per noi e vantaggioso perché si sceglie poi proprio per la nostra qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra leva fondamentale è il saper raccontare questa qualità quindi avere uno storytelling efficace, e raccontare la qualità e il territorio è una cosa che all&#8217;estero interessa molto e sapere da dove proviene questa qualità quindi anche questo uno dei motivi per cui abbiamo costruito questa rete per poter raccontare tutti questo territorio di grandi eccellenze in diversi settori e poi la trasparenza, la trasparenza è fondamentale perché appunto un cliente informato vuole farsi raccontare una storia e che questa storia sia più trasparente possibile e quindi bisogna mettere in mostra tutti i passaggi che detrminano la creazione del nostro prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Passiamo allora ad un&#8217;altra azienda che rappresenta la qualità del territorio soprattutto piemontese e l&#8217;ha portata nel resto del mondo. Parliamo dei vini Bava che sono nati nel 1911 e continuano questa tradizione ampliando nel territorio sviluppando sempre nuovi prodotti rimanendo però ancorati ad una tradizione di grande qualità, allora chiedo a Roberto come si conciliano tradizione-innovazione e come i vostri prodotti stanno affrontando appunto il commercio internazionale e l&#8217;online.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>BAVA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una domanda assolutamente attuale: dobbiamo festeggiare i 110 anni quest&#8217;anno e da anni ci chiediamo che cos&#8217;è per esempio la tradizione e ed e ed è un concetto in evoluzione prima di tutto non è storia. “mio nonno lo faceva sì ma lo facevo sbagliato”, oggi ci si chiede di dare consistenza e continuità sicuramente perché la tradizione può essere continuità ma sostanzialmente deve essere verificata e messa in discussione ad ogni evoluzione del tuo sistema che può essere la produzione. Nella vigna c&#8217;è stata una grande evoluzione eppure la vigna è la cosa più ferma e storica immobile del tempo. Quando è arrivata la tecnologia del freddo abbiamo dovuto ripensare e abbiamo avuto un metodo per controllare per esempio la fermentazione dei vini e produrre vini molto più buoni. Dovessi bere il vino che piaceva a mio bisnonno non mi piacerebbe perché anche noi abbiamo avuto un&#8217; evoluzione. Un altro progetto della tradizione rispetto al tempo e che è una tradizione si può inventare. Che età ha una tradizione? Allora da 30 anni abbiamo piantato lo Chardonnay in Piemonte , èuna tradizione e una nuova tradizione, tra 50 anni sarà una storica tradizione. Quindi anche questi temi in realtà non sono banali e anche nella comunicazione attenzione a non ripararci dietro una tradizione che non è stata verificata. In questo concetto di evoluzione anche i canali di vendita si evolvono: l&#8217; online è oggi, nel nostro mondo abbiamo avuto qualche difficoltà è stato molto più rallentata la vendita di vini e spirits nell’online. La pandemia ci ha costretti ad accelerare ma è un&#8217;accelerazione che sarebbe successa. Non credo che perderemo il sistema lungo ma sarà sicuramente integrato con questa miglioria di servizio che è l&#8217; online ma non può essere l&#8217;unica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Allora restiamo sul tema della tradizione. Abbiamo qui un cimelio di Pepino. Pepino nasce nel 1884 grazie appunto a Domenico Pepino, è un gelataio napoletano che si sposta a Torino e in breve tempo diventa addirittura un gelato di Corte. Poi nel 1916 passa ad altre due famiglie di cui Edoardo qui presente è un esponente della quinta generazione. Quindi abbiamo una mole di tradizione molto importante. Questo era uno dei primi contenitori per la conservazione del gelato, quindi una delle prime vaschette da asporto possiamo dire. Quanto conta questo mix di innovazione e tradizione? Quanto avere una storia alle spalle per voi è importante?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>CAVAGNINO</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente è molto stimolante perché un passato come quello di Pepino è un passato da rispettare da un lato ma come diceva bene Roberto, da rinnovare e innovare. Questa tradizione quindi non è un passato su cui sedersi su cui fossilizzarsi ma&nbsp;&nbsp;un passato dal quale trarre spunti di qualità, di serietà e di rapporto con il cliente con il mercato del tempo presente però. Quindi il nostro obiettivo è quello di raccontare al meglio quello che è la nostra storia ma di costruire ogni giorno una tradizione nuova.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>BAVA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Avendo la stessa storia lunga di Pepino e dovendole gestire in qualche modo mi viene da pensare che è comunque un&#8217;opportunità e io la spiegherei come una densità che hai e come una biblioteca con tanti libri rispetto a quello che arriva ecomincia a farsi la biblioteca. Cioè noi abbiamo la memoria dei libri che tuo bisnonno o nonno, mio padre e noi stessi abbiamo messo in casa e abbiamo letto tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Abbiamo sentito dalle parole di Roberto quanto sia importante l&#8217;innovazione nell’azienda Bava. Oggi si parla di innovazione e soprattutto rispetto all&#8217;ambiente quindi alla tutela del territorio va a un claim molto chiaro su questo dice “ascoltiamo il linguaggio del territorio e rispondiamo con coerenza”. Allora chiedo quanto questo aspetto di tutela del proprio sia importante per voi in questo momento.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>BAVA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi siamo un caso specifico, siamo degli agricoltori, siamo dei viticoltori quindi in qualche modo abbiamo sempre dovuto ascoltare la voce ma anche l&#8217;anima della nostra linea di produzione che è e una vigna non è una linea di imbottigliamento. Quindi a questi messaggi noi dobbiamo rispondere coerentemente e lo facciamo da tempi non sospetti quindi l&#8217;accesso per esempio dell’energia solare per avere un passaggio naturale. Oggi l&#8217;azienda va e rivende addirittura l&#8217;energia solare e le emissioni di CO2 e ci siamo sentiti in dovere di avere 40 ettari di bosco perché produciamo ossigeno perché bilanciava e probabilmente dovremmo certificarlo dovremmo raccontarlo in modo migliore. Per noi è stata una costante e il il senso del prodotto noi produciamo in questo caso vino che vorremmo dare ai nostri figli. Ecco questo secondo me è quel piccolo senso che fa la differenza tra il business puro duro al business che va al futuro. Se vogliamo tornare in vista se in realtà è uno stile di vita da trasmettere&nbsp;&nbsp;alla prossima generazione sia di valori ma anche la terra che confidiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Bene ringrazio i nostri due ospiti per le risposte e per l&#8217;acquolina in bocca che ci hanno fatto venire.</em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Lauretana e Grandi Schermi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 12:01:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Essere un’azienda di eccellenza oggi comporta avere una grande responsabilità e cioè quella di declinare la qualità con uno sguardo attento alla realtà attuale quindi alla società e al futuro, quindi alle potenzialità da sviluppare. Ne parliamo con Roberto Deideri e Edoardo Pampuro. Iniziamo questa chiacchierata parlando di attualità. E’ innegabile che questo è un momento di grande [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Essere un’azienda di eccellenza oggi comporta avere una grande responsabilità e cioè quella di declinare la qualità con uno sguardo attento alla realtà attuale quindi alla società e al futuro, quindi alle potenzialità da sviluppare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne parliamo con <strong>Roberto Deideri</strong> e <strong>Edoardo Pampuro.</strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Iniziamo questa chiacchierata parlando di attualità. E’ innegabile che questo è un momento di grande crisi economica ma proprio anche storica e sistemica. E allora chiedo al primo dei nostri ospiti come questa crisi può essere sfruttata come opportunità.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roberto Deideri</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente è un&#8217;opportunità. Senza scadere nelle frasi fatte del tipo “si chiude una porta si apre un portone” però in effetti questa crisi sicuramente ci permette di avere più tempo per pensare e quindi magari vedere anche le priorità che prima non vedevamo presi dalla routine di tutti i giorni. E pensare sia sul paese ma anche da un punto di vista personale quindi vedere un attimo anche all&#8217;interno dell&#8217;azienda le opportunità delle tue professionalità nel personale che hai, vedere le attitudini e magari fare quello che nel marketing viene definito la line station, cioè&nbsp;&nbsp;allargare un attimo il tuo core business e vedere cosa c&#8217;è di possibilità da cavalcare chiaramente sempre tenendo conto delle professionalità che hai all’ interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Edoardo Pampuro</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la pandemia in corso Lauretana ha chiaramente sofferto una diminuzione delle vendite soprattutto legata al canale dell&#8217; horeca e quindi della la ristorazione. Nei mesi prima del 2020 abbiamo perso addirittura il 97% su tali formati. Per fortuna diciamo che la nostra azienda è multicanale, noi presentiamo diversi formati che accompagnano diversi momenti della giornata, diverse esperienze di gusto. Quindi diciamo che i formati quelli soprattutto da grande distribuzione così come i formati da consegna a domicilio hanno sopperito a questa grave mancanza della ristorazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>I nostri due ospiti appartengono ad aree merceologiche molto diverse fra loro eppure entrambi hanno scelto di fare parte di una rete come quella di Exclusive Brands Torino che unisce aziende estremamente differenziate. Voglio allora sapere il perché di questa decisione e se è stata una spinta verso l&#8217;internazionalizzazione e in quale misura.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Edoardo Pampuro</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lauretana fa parte di un territorio che è quello biellese, noi siamo in provincia di Biella ma comunque piemontese in senso lato. Ecco si tratta di territori che hanno sempre costruito il proprio successo imprenditoriale sui distretti, quindi se vogliamo su una sorta di collaborazione tra azienda. Con Exclusive Brands il discorso è diverso, nuovo e sicuramente innovativo, in quanto è un unione di aziende che hanno nel comune minimo&nbsp;&nbsp;denominatore l&#8217;eccellenza. In questo caso sicuramente l&#8217;eccellenza non è da intendersi come esclusivamente bene di lusso ma è comunque come ricerca, continua attenzione a quella che è la qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lauretana è molto felice di far parte di questa rete di imprese anche perché crediamo che uno dei fini principali di Exclusive Brands poi sia l&#8217;internazionalizzazione, quindi il fatto del promuoversi in mercati esteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Potrebbe darci un esempio di una collaborazione virtuosa tra le aziende della vostra rete?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamo che Lauretana non è nuova al fatto di fare rete con altre aziende.&nbsp;&nbsp;Lauretana ha avviato una collaborazione con Pininfarina che ha portato allo sviluppo di quella che è ormai la bottiglia famosa Lauretana da ristorazione. Questa è una bottiglia che esprime la perfetta sintesi tra quella che è la leggerezza di Lauretana e il design indiscusso di Pininfarina. Questa bottiglia ha permesso a Lauretana nel corso degli anni di essere presente su alcune delle migliori tavole da ristorazione sia in Italia che nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roberto Deideri</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ricordo che ormai sono quattro anni che avevamo parlato di dare visibilità al marchio Laureatana nel mondo dei motori e poi giustamente da buon imprenditore quale lauretana è hanno cavalcato al volo questa opportunità e già da quattro anni sono sponsor di tutto il campionato Mondiale Superbike. Li abbiamo presi per mano e li abbiamo introdotto in questo mondo tant&#8217;è che hanno rinnovato il contratto per altri due anni e sono cose che comunque fa piacere e penso che la rete in questo caso abbia influito molto sulla decisione, perché comunque al di là della conoscenza personale del tre imprenditori c&#8217;era un valore aggiunto, il fatto di essere presenti in tutto il mondo con le acque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha detto benissimo Roberto, è stata una collaborazione che è nata proprio dal fatto del fare squadra dell’essere insieme in questa rete di impresa, quindi vediamo che in questo caso anche con prodotti diversi che possono centrare poco l&#8217;uno con l&#8217;altro si riesce comunque a fare squadra questo perché come dicevo prima il minimo comun denominatore è l&#8217; eccellenza. Noi in questa sponsorizzazione della Superbike ci ha permesso di dimostrare il nostro marchio Lauretana su circuiti non solo nazionali ma anche internazionali. Noi comunque abbracciamo la sponsorizzazione a 360 ° e come diceva Roberto anche in quelli che sono gli hospitality all&#8217;interno degli stessi circuiti dove grazie a questo ci permette anche di avere i contatti con dei potenziali clienti e quindi sviluppare quello che è il mercato estero di Lauretana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La realtà di oggi è sempre più condizionata dal digitale, anzii possiamo dire ridisegnata e aumentata dal digitale. Allora voglio chiedere a Roberto Deideri come la le innovazioni tecnologiche hanno trasformato e stanno trasformando il suo settore.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roberto Deideri</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì grazie. Il digitale in effetti è già entrato prepotentemente nella vita professionale di tutte le aziende, in particolare delle nostre, già da qualche anno. Però la cosa importante che ci tengo a rimarcare, che è vero adesso ormai giornalmente facciamo tutti la nostra brava conference call ma alla base di tutto ci deve essere un rapporto personale, perché non dobbiamo dimenticarci che la conference call la fai con qualcuno che già conosci, dove c&#8217;è un rapporto personale e quindi di stima reciproca e quindi puoi solamente affinare quello che è un rapporto già fatto di empatia, di conoscenza. Quindi il digitale è uno strumento per arrivare a portare dei valori però non potrà mai e poi mai sostituire quello che è il rapporto umano tra le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lauretana è sicuramente una delle aziende più legate al territorio d&#8217;origine, la sua storia parte da un aneddoto molto significativo: Teresio andò in montagna e assaporò quest’acqua e rapito dalle sue qualità organolettiche la mandò all&#8217;università di Torino da analizzare e l&#8217;università rispose che quest’acqua era semplicemente eccezionale. Quindi l&#8217; eccellenza è alla base di Lauretana nella sua materia prima. Chiedo però che cosa significa oggi e quanto costa e cosa comporta continuare ad essere eccellenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Edoardo Pampuro</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente essere eccellenti implica dell’impegno, tanto impegno, così come attenzione ad ogni dettaglio crediamo che siano una sorta di dovere nei confronti dei nostri consumatori. Dal garantire quello che è un prodotto d&#8217;eccellenza e quindi passando attraverso quelli che sono dei processi produttivi che devono essere altrettanto, all&#8217;eccellenza della comunicazione che Lauretana ha sempre cercato di indirizzare in questo senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi partendo proprio da quella che la materia prima, noi possiamo dire di avere una materia prima eccellente e abbiamo un’acqua che veramente è unica. Il nostro stabilimento fu costruito più di 50 anni fa in alta montagna nei pressi della fonte e questo sicuramente non è un caso, ecco essere nei pressi della fonte sicuramente riesce a conservare meglio questo prodotto ad imbottigliarlo il miglior tempo possibile e non è un caso se dopo 50 anni ancora ci troviamo negli stessi spazi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ancora una domanda a entrambi i nostri ospiti. Essere legati al territorio significa anche esserne testimoni e qualche modo responsabili. Per che cosa comporta allora per un&#8217;azienda avere un impatto reale sulla società sul territorio in cui opera, lo chiedo a Roberto.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roberto Deideri</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì grazie e noi intanto, voglio premettere, siamo un azienda medio piccola e non voglio dare una risposta sui massimi sistemi di cosa bisognerebbe fare. In azienda da noi abbiamo tutti collaboratori molto giovani e abbiamo un’età media di 32- 33 anni e questa media viene tragicamente compromessa dal sottoscritto, però questo fatto di poter dare un&#8217;occupazione alle persone giovani nel nostro piccolo abbiamo questa piccola regola e penso che paghi soprattutto perché puoi trovare nei tuoi collaboratori attitudini che non credevi di avere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riallacciandomi ad EBT mi viene in mente quello che è un must che abbiamo da noi in azienda che abbiamo mutuato dai francesi dei tempi delle Olimpiadi di Albertville del 92. Noi diciamo sempre&nbsp;Faire, savoir faire e soprattutto a volte ci manca il faire savoir e cioè il far sapere quello che sappiamo fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Edoardo Pampuro</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io credo che fare impresa richiede sicuramente tanta responsabilità anche perché vi è una pluralità di stake holders che ripongono nell’azienda la propria fiducia. Mi viene in mente una parola, che è sostenibilità. Noi ci troviamo in un ambiente montano di un piccolo comune in provincia di Biella dove siamo l&#8217;unica realtà industriale presente, occupiamo all&#8217;incirca un centinaio di persone tra personale diretto e personale indiretto. Quindi da una parte abbiamo quello che è il sostegno all&#8217;occupazione su un territorio montano e dall&#8217;altra parte quella che è la cura delle nostre sorgenti aiutiamo anche a preservare l&#8217;ambiente, quindi cercando di mantenerlo quanto più intatto e incontaminato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei inoltre aggiungere che siamo molto soddisfatti di aver ottenuto un&#8217; ambita certificazione che la ISO 14.001 ambientale, questa certificazione descrive il nostro come un sistema di gestione volto alla sostenibilità grazie a numerosi step che abbiamo messo in atto, dalla completa separazione e riciclo di ogni rifiuto di ogni scarto di lavorazione che viene rimesso all&#8217;inizio del circolo produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ringrazio i nostri ospiti che hanno parlato di che cosa significa essere eccellenti oggi e di quali potenzialità ci sono per l&#8217; eccellenza di domani.</strong></em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Erboristeria Magentina e YEG</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 11:48:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci troviamo nelle sale del Museo nazionale del Risorgimento, un gioiello barocco nel cuore di Torino che ospita anche due aule parlamentari originali. Parleremo di impresa e di avventura con due ospiti speciali:&#160;Aristide Artusio&#160;e&#160;Pierpaolo Pecchini. Ho parlato di avventura perché in particolare Witt Italia ed Erboristeria Magentina sono un&#8217;impresa che è una vera avventura nel tempo, se [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci troviamo nelle sale del Museo nazionale del Risorgimento, un gioiello barocco nel cuore di Torino che ospita anche due aule parlamentari originali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parleremo di impresa e di avventura con due ospiti speciali:&nbsp;<strong>Aristide Artusio</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Pierpaolo Pecchini.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho parlato di avventura perché in particolare <strong>Witt Italia ed Erboristeria Magentina</strong> sono un&#8217;impresa che è una vera avventura nel tempo, se pensiamo che il primo nucleo risale al 1843 ed è dal 2007 che avete sede a Poirino. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Volevo allora chiedere quanto il legame con il territorio è importante in questa vostra avventura.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si il territorio è molto importante proprio dalla nascita, dal contadino: io sono figlio di un calzolaio e mio nonno era un contadino, e allora già da piccolo ho vissuto la terra perciò seminare per poi costruire. La nostra azienda è proprio così, cioè semina per poi, nel tempo, riuscire a raccogliere e raccogliere dei frutti importanti buoni. Poi perché è un azienda che ormai sono 50 anni che parla di ecologia, che parla di natura, che parla di prodotti ecologici. Oggi è di gran moda perché tutti ne parlano, noi sono 50 anni che produciamo, perciò è molto importante il territorio, è molto importante da dove si nasce, da dove si viene.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ma anche YEG è un&#8217;impresa che si fonda sull’avventura, possiamo dire le avventure nello spazio, organizzando eventi, congressi e viaggi, organizzando in un&#8217;altra parola esperienze. Per voi quindi come si declina invece il legame con il territorio?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il territorio per noi è fondamentale. Diciamo che il paradigma territorio uguale tradizione uguale valori è un elemento chiave di ogni azienda di successo. Diciamo che è una risorsa che fa parte di una medaglia la cui seconda faccia invece è legata all&#8217;innovazione: innovazione design tecnologia sono l&#8217;altro ingrediente che serve molto e diciamo che la combinazione della via di mezzo tra il territorio valore l&#8217;innovazione è dove si sviluppa l’eccellenza e dove una realtà come la YEG si posiziona.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Parliamo adesso di parole chiave centrali per queste due imprese. In particolare per Erboristeria Magentina sappiamo che il claim è “la gioia di dare benessere” e il benessere è declinato in moltissimi modi se pensiamo che nel loro stabilimento è nato il primo micro nido benessere, è declinato nell’ attenzione per le persone, per i materiali e ovviamente per le materie prime. Che cosa significa quindi per voi essere eccellenti?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi essere eccellenti vuol dire il rispetto, partire dal rispetto della natura, delle persone e avere un certo atteggiamento per chi lavora anche per noi. Perciò abbiamo creato un micronido: il micronido l&#8217;abbiamo creato proprio dentro lo stabilimento e siamo l&#8217;unica azienda in Italia che ce l’ha proprio dove c&#8217;è la produzione, perché produciamo prodotti talmente naturali e genuini che ci hanno permesso di tenere un micronido perciò dal lattante fino ai 36 mesi. L&#8217;asilo è stato costruito tutto con prodotti ecologici, pensi che i bambini hanno i giocattoli in legno, hanno i futon per terra per riposare, c&#8217;è tutto un programma per con musicoterapia e hanno ad esempio la cuoca all&#8217;interno che gli fa da mangiare a chilometro zero e li fa da mangiare bio a vista, perciò come fossero a casa che vedono la mamma che gli fa da mangiare qua hanno la cuoca. C&#8217;è proprio un rispetto già dai bambini per arrivare agli adulti: pensi che tutto lo stabilimento è aromaterapizzato, perciò tutti gli uffici hanno i nostri oli essenziali che vengono emanati e a seconda del luogo in cui si opera c&#8217;è un certo tipo di olio, magari energetico perché se in una sala riunioni dove ci va energia oppure rilassante dove magari c&#8217;è bisogno di rilassatezza. C&#8217;è questo rispetto per chi lavora, per i bambini e poi per i nostri i nostri clienti, perché anche i prodotti hanno tutto un ciclo di lavorazione molto particolare per poter dare questo tipo di eccellenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>YEG Invece chi si occupa di esperienze vuole creare esperienze uniche, irripetibili e inimitabili e in questo campo come si declina l&#8217;eccellenza?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma guarda le eccellenze è un termine molto molto particolare. Io credo che l&#8217; eccellenza debba essere il pubblico a dartela, è una qualità che si coglie rispetto agli altri. Quindi eccellenza per me sinonimo di successo, il creare successo è stato un po’ quello che ha sempre guidato YEG e in particolare la nostra filosofia che si basa su un designer industriale che si chiamava Raymond Loewy che è stato l&#8217;inventore del design applicato da un punto di vista economico alla vendita. Quindi lui è stato colui che ha creato la bottiglia della Coca Cola, il logo della Exon, la livrea delle Air Force One, ha fatto degli anni 50 una cose straordinaria, l’ interior design delle navicelle che sono andate sullo spazio e lui aveva una caratteristica che mi ha sempre ispirato: lui sosteneva questa cosa” ogni cosa, la più innovativa funziona se è familiare e cioè se è capita dalle dalle persone”. Quindi il connubio tra l&#8217;essere avanzato ma l&#8217;essere familiare è quello che ti porta il successo. L’eccellenza si trova proprio nel mezzo nella tradizione, i valori e quello che noi accettiamo che ci fa si che tutto quello che è innovativo come il design diventi per noi un must.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>E’ bello che entrambi i nostri ospiti oggi ci abbiano portato dei libri che hanno ispirato loro e che ispirano la filosofia delle loro aziende. Quindi chiedo a entrambi prima di Aristide qual è la porto che credono di di portare con la propria impresa ad una rete come Exclusive Brands Torino.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Exclusive Brands Torino, quando me l&#8217;hanno proposto io ho subito pensato alla qualità dei nostri prodotti. Però un po&#8217; tutti, chi produce pensa che i suoi prodotti sono buoni e allora ho ancor di più ho pensato alla nostra produzione. Noi abbiamo una produzione che veramente nel nostro settore è molto esclusiva: noi abbiamo una produzione energetica cioè la produzione energetica si basa sulla musica, sui colori, sulle scritte e in effetti noi nella nostra produzione abbiamo una musica che è stata composta da una compositrice che si chiama Simona Colonna a 432 Hz, perciò va a colpire il cuore e non la mente. I colori poi ci sono i colori nei turbo emulsori dove vengono fatti i prodotti, dove vengono miscelati ed emulsionati c&#8217;è un sistema di colore che a seconda del prodotto viene messo un colore per dare questa carica energetica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scritte: le scritte su tutti i tubi dove passa l&#8217;acqua che viene passata su dei cristalli e con queste scritte benefiche piacevoli, sono le scritte anche sulle pale dove ruotano per miscelare i prodotti, e questo fa sì che da una carica energetica i prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a un po’ di anni fa non veniva così ufficializzata questa cosa, pubblicizzata, oggi invece c&#8217;è la possibilità di misurare questa carica energetica e allora abbiamo incominciato a diffonderla e a far visitare. Perciò i gruppi possono&nbsp;&nbsp;venire a vedere il nostro tipo di produzione, una produzione diciamo sì industriale ma molto artigianale. E questo vogliamo rimanga così nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco allora anche il mio libro che il titolo è “l&#8217;artigiano della natura” che proprio per mantenere questo tipo di artigianato, che è un po&#8217; la mia storia scritta con Adriano Moraglio, che è una storia che insegna che per essere imprenditori non bisogna solo essere figli di imprenditori ma lo si può diventare anche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>A Pierpaolo faccio la stessa domanda: qual è stata la motivazione che ti ha spinto ad entrare in una rete di imprese?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io vedo in Exclusive Brands Torino molta comunanza con la YEG, una società che accomuna tradizione, design, valori con l&#8217;innovazione. E&nbsp;&nbsp;quello è un po’ il percorso che abbiamo fatto noi, perché nasciamo come società l’ex Ventana, che faceva tour operator e viaggi di lusso, ci siamo evoluti a società di eventi e siamo sfociati ultimamente come società in realtà di marketing che fa studi televisivi e marketing di content marketing a 360°. In particolare per Exclusive Brands Torino da partner ho avuto il grandissimo piacere di occuparmi di uno dei prodotti di ebt, perché per citare il presidente Pininfarina “ebt innanzitutto è comunicazione e per comunicare deve avere un prodotto, sennò non sai cosa comunicare”. Uno dei primi prodotti che abbiamo realizzato è l’Exclusive Brands Torino Tours quindi abbiamo organizzato dei tour attorno ai brand, quindi favorendo una sorta di turismo industriale che faccia conoscere le realtà anche da un punto di vista aziendale. Quindi in questi tour che sono stati costruiti in base alle tematiche legate al lifestyle, all&#8217;innovazione o alla gastronomia abbiamo la possibilità di portare le persone ded essere accolti dal padrone di casa, che non è da tutti i giorni e poter visitare attraverso una customer Journey l&#8217;azienda ma un percorso che accomuna.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Oggi i nostri due ospiti ci hanno parlato degli aspetti più sottili dell’eccellenza, quindi la consapevolezza di sé del pubblico e rispetto delle persone e dei prodotti. Li ringrazio entrambi per la loro testimonianza.</em></p>
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		<title>Exclusive Talks con Vanni Occhiali e Unicredit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goolbook]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 11:42:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo nella meravigliosa cornice dell&#8217;Unione Industriali di Torino&#160;in queste sale riportate all&#8217; antico splendore. Noi continuiamo la nostra chiacchierata sulla tradizione, il futuro e l&#8217;eccellenza delle imprese torinesi.&#160; Oggi siamo in compagnia di Luca Milanesi e Giovanni Vitaloni. Inizierai subito da Giovanni che vanta una tradizione imprenditoriale di famiglia che risale addirittura al 1929, quindi chi più [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi siamo nella meravigliosa cornice dell&#8217;<strong>Unione Industriali di Torino</strong>&nbsp;in queste sale riportate all&#8217; antico splendore. Noi continuiamo la nostra chiacchierata sulla tradizione, il futuro e l&#8217;eccellenza delle imprese torinesi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi siamo in compagnia di <strong>Luca Milanesi</strong> e <strong>Giovanni Vitaloni.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Exclusive Talks - Puntata 10 - Vanni &amp; Unicredit" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/dRFaJaj9kEM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Inizierai subito da Giovanni che vanta una tradizione imprenditoriale di famiglia che risale addirittura al 1929, quindi chi più di lui può illustrarci il legame tra tradizione, legame con il territorio e innovazione.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ vero, la nostra è una storia che parte da lontano, dal ’29, e che ha avuto un’ evoluzione forte nella fine degli anni ’80. Siamo passati dall&#8217; automotive al settore moda, quindi mio papà, mio nonno, lavoravano soprattutto sugli specchi retrovisori &#8211; quindi si guardava indietro nel mondo automotive- e abbiamo pensato di lanciarci in avanti, guardando in avanti con gli occhiali. Siamo passati da accessori per auto ad accessori per la persona. Vanni è oggi il nostro marchio con cui operiamo a livello internazionale, siamo un&#8217;azienda che ha una forte vocazione a operare nei mercati mondiali, però siamo estremamente legati al territorio, anzi è un valore aggiunto che ci porta a promuovere i valori della cultura del territorio e dello stile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori direi inimitabili e che danno una forte attrazione ai nostri clienti in giro per il mondo, quindi il territorio noi lo vediamo veramente come cultura, come stile da esportare e riteniamo di essere dei grandi ambasciatori della nostra città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca Milanesi invece rappresenta Unicredit, una realtà molto complessa che ha delle vocazioni molto precise: una vocazione paneuropea innanzitutto, una vocazione alla sinergia tra i diversi rami del business ma anche una vocazione etica e il rispetto &#8211; ricordiamo che è la “Banca delle cose che contano”. Allora gli chiediamo: rispetto a questo che cosa significa essere eccellenti per voi?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quello che mi riguarda innanzitutto l&#8217; eccellenza è un po’ un’ aspirazione, nel senso che c&#8217;è una tensione continua nell’operato mio e di tutti i miei colleghi ad essere migliori, non standard, non banali, non mediocri. E poi l&#8217; eccellenza è qualche cosa che ti deve essere riconosciuto e conosciuto dai tuoi clienti, non è un fatto autoreferenziale. La domanda mi fa venire in mente studi ormai lontani, c&#8217;era un testo scritto nell’85 dove si parlava della ricerca di eccellenza come il requisito per essere vincenti, per durare nel tempo. Beh oggi quel testo andrebbe riletto e devo dire che non dice niente di nuovo ma perché sono passati più di 30 anni purtroppo e oggi c&#8217;è una riscoperta importante del fattore umano, cioè delle persone, dei colleghi &#8211; non a caso prima appunto ho parlato di tensione verso l&#8217;eccellenza mia e dei miei colleghi. Questo perché proprio la pandemia ci ha insegnato che bisogna essere capaci di rispondere alle esigenze mutevoli dei clienti, un ambiente che cambia repentinamente richiede soluzioni creative distintive in grado di soddisfare i bisogni dei clienti che sono mutevoli nel corso del tempo. Quindi l&#8217; eccellenza è la nostra capacità di combinare l&#8217;aspetto territoriale e l&#8217;aspetto anche pan europeo per rispondere al meglio ai nostri clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ora rivolgo ad entrambi una domanda di rito: perché entrare a far parte o sostenere una rete di imprese così particolare come Exclusive Brands Torino?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi di Vanni adoriamo le associazioni, le attività associative, amiamo fare squadra e lavorare nei network ciò nonostante il periodo pandemico mia ci ha portati a ragionare chiaramente livello territoriale e quindi non solo settore ma anche territorio. Exclusive Brands Torino ci è sembrato l&#8217;iniziativa più coraggiosa e forte che potesse avvicinarsi a quelli che sono i nostri modi di agire e quelli che sono le nostre vocazioni legate all&#8217; internazionalizzazione, quindi fare parte di un gruppo di imprese che ha dei valori comuni che è legata al territorio che funge da grande motore e ambasciatore dell’ attività del territorio. Credo che sia qualche cosa di bello e unico proprio perché trasversale quindi io immagino e sogno nell&#8217;ambito delle nostre partecipazioni a EBT di collaborare con le altre aziende e di utilizzare la nostra forza comune a fare una grande comunicazione sulle nostre aziende, sulle nostre attività associative per promuovere il bello e il ben fatto del nostro territorio. La partecipazione in attività territoriale sia qualcosa che a me alla mia azienda mancava e questa è una grandissima e originale opportunità e alla quale vogliamo portare un massimo contributo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono due aspetti che sottolinerei. Allora il primo punto è che Unicredit, per quello che ho detto prima può essere sicuramente un partner di questo network e quindi al servizio del network per poter fare in modo che la rete consegua i propri obiettivi, quindi la ricerca comune delle eccellenze, effettivamente tutto quello che uno crede può mettere a disposizione perché gli obiettivi associativi si realizzino chiaramente sono disponibili. L’aspetto che mi interessa forse di più è il fatto che questa è un&#8217;occasione per me di potermi cimentare con le esigenze e le richieste, cioè una specie di laboratorio che ci consente di essere in un club di amici che condividono un fine comune e quindi con quella confidenza che molto spesso facilita un po’ l&#8217;innovazione, con la creatività riusciamo a capire quali sono le esigenze dei nostri clienti importanti che rappresentano, come diceva Giovanni il territorio, poi lo noi possiamo in qualche modo fare un po’ scala, cerchiamo di renderlo disponibile anche a tutte le altre aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Vanni occhiali da sempre è simbolo di ricerca nel design molto esclusiva. Chiediamo in che cosa uno stile si può definire italiano e per questo essere vincente nel mondo.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una bella domanda perché credo che i giochi in chiave di business ruotano proprio intorno a questo concetto. Il made in Italy è stato anche un po&#8217; bistrattato negli ultimi 15 anni 20 anni, e abbiamo bisogno di ritornare veramente all&#8217;origine di che cosa vuol dire fare un prodotto bello e ben fatto in Italia e che cosa vuol dire esportare uno stile originale e inimitabile. Purtroppo il problema della contraffazione sul made in Italy è è un dato di fatto che è trasversale in tutti quanti settori, da quello gastronomico a quello tecnologico, a quello della moda. Però c&#8217;è una cosa che non può essere imitato: lo stile genuino, quello vero, quello che è frutto di un percorso culturale storico che ci ha portato a essere quello che siamo noi. Tutti i nostri prodotti li marchiamo da ormai 10 anni con il claim “made in Italy for sure”, quindi “certamente fabbricati in Italia”, che va oltre il concetto di etichetta: è un processo di produzione ma prima ancora di progettazione che certifica eticamente tutti quanti vari passaggi. Noi facciamo dei prodotti che sono a chilometro zero con materie prime che produciamo e progettiamo in Italia e che trasformiamo in Italia nel distretto dell&#8217; occhialeria che è nelle province di Belluno e Treviso, quindi alla fine Io credo che lo stile italiano sia veramente una questione culturale, una questione che viene tramandata di generazione in generazione e che non può essere copiata nel profondo da parte dei nostri concorrenti in giro per il mondo. Quindi abbiamo imparare a essere noi stessi, imparare però a comunicarlo nel miglior modo possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca milanesi prima ci ha detto due cose importanti per Unicredit: cioè ascoltare le esigenze dei clienti e cercare di durare nel tempo, quindi mantenere una costanza nel continuo cambiamento. Penso che questo sia un concetto importantissimo soprattutto in un momento di crisi sistemica come quello che stiamo vivendo: ci puoi dire ancora qualcosa su questo?</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh sì certo è una è un’ottima domanda. Allora che cosa ci ha insegnato la crisi? intanto diciamo il modo di fare banca è cambiato, è cambiato in modo sostanziale per due cose fondamentali. La prima è che le banche sono state per la prima volta parte della soluzione del problema e non parte del problema. Questa volta noi siamo parte della soluzione, abbiamo stretto una alleanza molto stretta con lo stato, perché noi siamo stati per la finanza garantita un po’ gli agenti della valutazione del credito e che ha avuto la possibilità di approfittare in qualche modo del sostegno pubblico per poter sostenere a nostra volta le imprese che hanno dovuto soffrire e soffrono ancora la crisi pandemica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ chiaro che la valutazione del credito, quando metti in gioco i nostri soldi, chiaramente è ancora più delicata. Abbiamo dovuto prenderci una grandissima responsabilità sociale per poter dare la possibilità alle imprese di sopravvivere a questa crisi di liquidità e valutare i progetti per la sostenibilità delle stesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aziende che hanno beneficiato di questa crisi ce ne sono state e ce ne sono in tantissimi settori, tipo il food, piuttosto che il farmaceutico, sono tutti settori che sono cresciuti tantissimo e che hanno beneficiato di crisi, sono aziende che si sono fortificate e rafforzate. Noi abbiamo guardato entrambe, sia le aziende di cui parlavo prima, cioè quelle che avevano bisogno di un supporto liquidità per poter tornare poi a crescere dopo la pandemia e anche a supportare le aziende invece che sono risultate vincenti da questo processo perché hanno un opportunità per poter fare scala.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ringrazio i miei due ospiti perché oggi ci hanno parlato di grandi idee, quella del coraggio, quella della valutazione, della sostenibilità nel tempo di un progetto e quella di diventare motori dello sviluppo del proprio territorio.&nbsp;</em></p>
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